Roma, Frasca deluso: talento da salvaguardare

Pubblicato il 15 Marzo 2010 11:37 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2010 11:37

Valerio Frasca è uno dei portieri più promettenti d’Europa. Il ragazzo è sotto contratto con la Roma ma non sono mancate le frizioni con la società giallorossa.

Frasca ha lamentato in passato la poca considerazione, anche nei momenti di massima difficoltà, da parte della prima squadra.

Il suo inizio da stagione è stato da vero campioncino: imbattuto più di quindici partite con la Roma Primavera.

A metà stagione la decisione: era tempo di esordire tra i professionisti e trasferirsi in una buona squadra di Lega Pro come l’Arezzo.

«Da Roma gli amici mi chiamano e mi dicono: ‘ma che sei andato a fare?’ È stata una scelta che ho fatto non mi trovavo più bene, non mi sentivo più stimolato nella Primavera.

Ma non ho trovato l’ambiente che mi aspettavo. Ho fatto una scelta sbagliata. Qui c’era un portiere titolare, un portiere di esperienza che ha fatto discretamente bene quando è stato chiamato in causa.

Il mister (Galderisi, ndr) mi ha detto che dei tre come talento sono il più forte, ma lui non può mettermi davanti a due persone di esperienza. Quindi per adesso devo stare dietro.

Della Roma l’unico che mi è stato vicino, che sta vivendo la mia situazione e credo che a fine anno mi valorizzerà è Bruno Conti. Adesso vediamo quello che succederà qui, spero di trovare spazio ma non è facile.

Ma a me serve esperienza, e il campionato Primavera è quello che è. Stare lì era diventato inutile. Ho sentito Crescenzi, mi ha detto che in otto mesi ha fatto pochissime presenze e tante tribune.

D’Alessandro era partito forte ma ora non trova molto spazio. Bertolacci ha fatto due panchine e una presenza da gennaio a oggi.

Andare fuori non è facile. Adesso sono anche rimasto fuori dalla nazionale under 19. Domenica si radunano e io non ci sarò. Prima ero sempre stato convocato. Purtroppo ho fatto la scelta sbagliata, mi sono lasciato illudere dalla parole del direttore (Ceravolo, ndr).

Mi aveva detto che non era facile ma che sarei stato dentro la squadra. Poi… Il tecnico, il direttore e il preparatore dei portieri mi stimano, ma volevano prendermi per il futuro.

Io invece volevo giocare subito. Vedremo come finirà… Il Chelsea è stata una cosa chiacchierata sui giornali, in realtà c’è stata solo una volta una discussione su questo argomento con un procuratore che ha parlato con mia madre, ma è sfumata subito.

Il Palermo invece era una cosa concreta. Anzi, io al 31 gennaio dovevo andare al Palermo. Mi volevano per fare il terzo o addirittura il secondo. Il direttore Sabatini è calcisticamente innamorato di me.

È stata fatta una offerta importante alla Roma di cui non posso dire i dettagli, ma la Roma l’ha rifiutata. Ma Sabatini ha stima di me, magari a giugno fa un’altra proposta…

Io però volevo andare via subito, perché in prima squadra non c’erAdesso spero solo di fare l’europeo con l’under 19.

Poi a giugno tornerò a Roma e vedremo cosa fare, se prolungare o meno il contratto (in scadenza il 30 giugno 2012, ndr): qui prendo una cifra che non prendevo a Roma, anche se non mi sono mosso per soldi, ma per fare esperienza.

A giugno vedremo, l’Arezzo ha il diritto di riscatto, la Roma di contro riscatto. Non credo che da Trigoria mi lasceranno andare via per poche migliaia di euro».

E se la Roma dovesse riscattarti per tenerti, saresti felice di tornare?
«Tornerei, certo. In prima squadra però non so che spazio possa trovare. La Primavera? Bastano possibilità e nella Primavera non volevo restare.

Poi con Alberto De Rossi avevamo un rapporto normale, lui mi dava una maglia, io giocavo. Nulla di particolare. Però volevo andare via. Ho fatto la scelta sbagliata e, soprattutto, nella sessione di mercato sbagliata. Domenica farò la prima panchina. Mi sto allenando bene.

Adesso spero di trovare una soluzione a giugno. Perché dopo una carriera giovanile da protagonista stare dietro è dura. Ceravolo disse al mio agente che il progetto su di me era per il futuro ma ci sarebbe stato spazio fin da subito. Invece…

Roma e Palermo sono due grandi squadre. Al Palermo percepivo la stima di tutti, erano pronti a fare sforzi economici importanti per me nonostante sia un giovane. Alla Roma la vedevo da parte di Bruno Conti e pochi altri.

Il progetto-Roma su Frasca, alto un metro e ottantuno, non era un cento per cento. A Palermo erano sicuri a puntare su di me. Sicuri che sarei diventato un portiere vero. Tutti parlano dei giovani.

Poi, nelle società Frasca fa zero presenze, Crescenzi fa zero presenze, Bertolacci fa zero presenze…Uno come Crescenzi, con le sue potenzialità, ha fatto cinque tribune nelle ultime cinque partite.

Poi giocano giocatori scarsi e tu devi stare zitto… Purtroppo sei giovane, sei in prestito, le società non hanno interesse a valorizzarti.

La Roma in comproprietà non ti fa andare via perché non può permettersi di perderti in prestito. E le strade sono in salita.

Qui criticano Petrucci perché è andato a Manchester. Però nel Manchester i giovani giocano. E il Manchester, con in campo Rafael che ha diciotto anni, batte il Milan…».