Roma-Lazio, Salah vs Candreva: derby sulle ali

Pubblicato il 8 Novembre 2015 10:10 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2015 10:12
Roma-Lazio, Salah vs Candreva: derby sulle ali

Roma-Lazio, derby sulle ali (la pagina della Gazzetta dello Sport)

ROMA – Il derby tra la Roma e la Lazio potrebbe essere deciso dal duello sulle ali tra Mohamed Salah ed Antonio Candreva. Ne parla La Gazzetta dello Sport con Massimo Cecchini.

Avviso ai naviganti del derby. Saremmo disposti a scommettere come tra qualche anno (neppure molti) della desolante cornice che aspetta Roma e Lazio all’Olimpico non si ricorderà quasi più nessuno, mentre del risultato finale certamente sì. Per questo Rudi Garcia e Stefano Pioli stanno studiando ogni particolare per avere la meglio, al netto del loro curriculum che vede il francese mai sconfitto contro i biancocelesti (2 vittorie e 2 pareggi: meglio di lui alla Roma ha fatto solo Barbesino con 5 successi e 3 pari) e l’italiano con un solo successo in 13 partite contro i giallorossi. Una cosa è certa: tutte e due le squadre hanno negli attaccanti di fascia il loro punto di forza. In effetti, esaminando il campionato, difficile pensare che ci sia di meglio di Salah-Gervinho da un lato e Felipe Anderson-Candreva dall’altro.

Con queste premesse, esaminando il dettaglio della squadra di Garcia, è logico che Torosidis (o Maicon) e Digne non potranno mai essere lasciati soli nella difesa dell’uno contro uno, perciò Florenzi e Nainggolan (o Vainqueur) dovranno raddoppiare, mentre toccherà a Salah e Gervinho scalare indietro quando i terzini biancocelesti accompagneranno l’azione sulle fasce. Ma come si diceva, anche la Roma sa come usare i binari laterali per creare pericoli. Quindi anche la Lazio dovrà fare molta attenzione. I due laterali bassi, Basta e Radu, saranno aiutati da Candreva e Felipe Anderson, ma a turno daranno loro una mano anche i due interni di centrocampo, Parolo e Lulic. Soprattutto quest’ultimo che, per caratteristiche, si disimpegna molto bene sulle corsie laterali. Il gioco si svilupperà soprattutto lì. Il 63% delle azioni della Roma nascono appunto sulle fasce, per la Lazio sono addirittura il 64%, anche se spesso al termine di azioni con più tocchi di palla, visto che i giallorossi superano quota 724 mentre i biancocelesti galleggiano a quota 685.

Le verticalizzazioni, però, sono il punto di forza dei ragazzi di Pioli (175 contro 170) così come i lanci (67 contro 64), anche se c’è da tenere conto di come la Roma in genere sia più «lunga» della Lazio (38,9 contro 36,8). Merito anche di chi è in regia e deve comandare la squadra attraverso i propri movimenti. E se nella Roma, sperando sempre in un miracolo di De Rossi, toccherà a uno tra Nainggolan e Vainqueur, nella Lazio il pallino del gioco sarà in mano a Biglia. Non è un caso che la prima «mission» dei giallorossi sarà di aggredirlo, sperando che il gioco sia impostato sui piedi non eccelsi dei difensori. Nell’ultimo match di campionato dei biancocelesti, il Milan è stato perfetto sotto questo punto di vista, perché Mihajlovic ha bloccato Biglia e la Lazio non è mai entrata in partita. Rispetto alla gara con i rossoneri, però, Pioli potrà disporre di Parolo (al rientro). L’azzurro è una sorta di regista aggiunto e, nelle giornate in cui Biglia non è particolarmente ispirato, si sostituisce a lui. A fare pressing sul (o sui) portatori di palla giallorossi saranno a turno tutti i giocatori d’attacco di Pioli. Ma in particolare Djordjevic che, proprio per queste sue caratteristiche, ha vinto la corsa a tre con Klose e Matri per il posto di prima punta.

L’assenza di Pjanic, poi, priva la Roma sia di un eccellente giocatore da ultimo passaggio, sia di un meraviglioso calciatore di punizioni, cosa che ha contribuito a farne il capocannoniere giallorosso con 7 gol. Finora infatti sono 12 le reti stagionali giunte da azione scaturite da calcio piazzato, dato questo che ha contribuito a fare della squadra di Garcia la squadra più prolifica della Serie A. Le 25 reti santificano i 76 tiri verso lo specchio (contro i 50 della Lazio), senza contare che le giocate in area avversaria della Roma sono oggettivamente tante, cioè 26, che portano a circa 10 tiri a gara da dentro l’area di rigore, a fronte delle 19 giocate in area della Lazio e delle sole 7 conclusioni all’interno dei sedici metri. Nota bene: la Roma è anche la squadra che ha segnato di più nei secondi tempi (13), segno di una buona condizione fisica.

Entrambe le squadre hanno poi il loro tallone d’achille nella difesa. Disastrosa quella della Lazio che, con 18 gol al passivo, è la terza peggiore del campionato (solo Carpi e Verona hanno incassato più reti). La Roma ha numeri migliori (13 gol subiti), ma delle 4 squadre che sono al vertice del campionato è quella messa peggio. Chi, tra Garcia e Pioli, riuscirà a mascherare meglio questi limiti metterà le mani sul derby. Ed entrambi, per farlo, potrebbero essere tentati di giocare una partita d’attesa. La Roma (vedi match con la Fiorentina) ha dimostrato di saperlo fare. La Lazio no. O, quanto meno, non ancora .