Roma, Luis Enrique cita Mou: “Non sono Harry Potter”. Poi chiede rinforzi

Pubblicato il 2 Agosto 2011 16:05 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2011 16:13

Luis Enrique (foto LaPresse)

ROMA, 2 AGO – ”Non sono Harry Potter, non ho la bacchetta magica e non so dire adesso dove potremo arrivare. Capiterà di cadere, ma l’obiettivo è rialzarsi e farlo bene. Questa è un’avventura meravigliosa, sono ottimista ma il nostro cammino è lungo e tortuoso”.

Queste le parole di Luis Enrique, alla vigilia della gara amichevole che la Roma giocherà mercoledì sera a Budapest contro il Vasas.

L’allenatore asturiano, dopo aver rispolverato un vecchio parallelismo di José Mourinho col mago protagonista dei best seller della scrittrice inglese J. K. Rowling, ha ammesso di attendersi ancora più di qualche innesto per rafforzare la rosa: ”Non so dire quanti giocatori mancano, ma sicuramente qualcosa andrà fatto per completare la rosa. Nomi? Non voglio dare indicazioni sui rinforzi che ci servono. Preferisco parlarne col ds Sabatini. Ma non mi interessa la carta di identità degli acquisti, piuttosto io guardo alla carta d’identita’ calcistica, quella che dimostrano di avere sul campo”.

Sicuramente però spera di poter contare ancora a lungo su De Rossi, in trattativa con la società per il rinnovo di contratto in scadenza nel 2012: ”Daniele è un punto di riferimento di questa squadra. Non so quando, ma credo che l’accordo arriverà. Vedo come si allena, come si impegna, ho parlato con lui e mi ha detto che la Roma rappresenta la sua prima scelta”. Anche perché per Luis Enrique, il centrocampista di Ostia è il vero playmaker della nuova Roma: ”Per me lui è un regista, che all’occorrenza può ricoprire anche il ruolo di intermedio”.

Infine, sul nuovo sistema di gioco che la Roma si appresta ad adottare da quest’anno – sulla falsariga di quello del Barcellona, caratterizzato da tanto possesso palla -, Luis Enrique rifiuta l’etichetta di innovatore: ”Non credo che il mio calcio sia rivoluzionario, non ho inventano niente. Vedo la squadra lavorare bene, ricevo dai ragazzi input postivi. Poi quando arriveranno le gare ufficiali vedremo cosa accadrà, ma sono pronto ad affrontare qualunque situazione”.

Come quella che ha portato alla cessione di Vucinic alla Juventus: ”Se un giocatore non vuole restare qui è giusto che parta – l’analisi di ‘Lucho’ -. Noi abbiamo bisogno di giocatori che si identifichino al 100% in questo progetto. Allo stato attuale non vedo giocatori che non vogliano restare con noi, ma non so se anche domani sara’ cosi’ ”. Riferimento forse alla situazione di Marco Borriello che, secondo rumor di mercato, potrebbe scegliere la stessa strada di Menez e accettare le sirene del nuovo Psg.