Roma: Luis Enrique mangerà torrone e panettone

Pubblicato il 22 Dicembre 2011 10:37 | Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2011 10:58

Luis Enrique (LaPresse)

BOLOGNA – Nella prima sera d’inverno, Luis Enrique vede maturare la sua Roma;  dopo Napoli, i giallorossi vanno sul velluto anche Dall’Ara e regalano il torrone al tecnico asturiano: ”In Spagna si dice cosi’ – spiega lui – ma qui mi mangio anche panettone e pandoro”.

Sapendo benissimo ”che c’erano quelli che pensavano che non li avrei mangiati”. Dolci a parte, il 2011 non puo’ che avere un buon sapore, con questa piccola scalata che manda indietro le critiche passate, e che promette bene per il nuovo anno: ”La salita per un ciclista – butta li’ – non puo’ che essere piacevole. Oggi abbiamo fatto la partita piu’ completa di tutte. Con un ottimo equilibrio e tante palle gol. Sono contento e soddisfatto, e ora dobbiamo continuare cosi’ dopo la sosta. Faccio i complimenti a tutti”. Il segreto e’ nel gioco? ”E’ nel lavoro – risponde – e l’esempio e’ stata la partita con la Juve: noi dobbiamo attaccare e difendere in undici. Quando riusciamo a farlo e’ difficile batterci”.

L’apporto di Totti? ”Tutte le volte la solita domanda e la solita risposta”, quasi sbotta. ”Con il capitano – spiega – ho un rapporto speciale e non e’ mai stato un problema. Le chiacchiere non le posso contrastare. Qui ci sono grandi campioni e se tutti pensano nella stessa maniera e’ piu’ facile fare risultato”. E’ proprio Totti comunque il primo sostenitore del tecnico: ”Se continuiamo con questo spirito e questa cattiveria possiamo arrivare lontano”. Di nuovo allegro il capitano – festeggia cantando ‘tutti al mare a mostrar le chiappe chiare’ a fine gara – non fa drammi per non aver segnato:

”Un po’ mi manca – ammette – ma quando ci sono queste prestazioni sono contento lo stesso. Affondavamo quando volevamo. Luis Enrique vuole tanto possesso palla – dice a Sky – ma in questo momento vuole verticalizzazioni. Percio’ mi metto al servizio dei compagni, e nella nuova posizione tutto gira attorno a me”.

Un calcio poi, alla minaccia di andar via dopo la contestazione di un gruppo di tifosi per il rigore sbagliato con la Juve: ”E’ un capitolo chiuso, l’ipotesi non e’ mai stata reale – conclude – pero’ mi e’ dispiaciuto che certe cose siano state dette di fronte ai miei figli piccoli. quando sono da solo possono farmi tutte le critiche che vogliono, ma cosi’ no…”. Stefano Pioli invece, ovviamente, finisce l’anno con un po’ di frustrazione: ”molto merito va ai nostri avversari – commenta l’allenatore del Bologna – ma le situazioni che avevamo preparato non ci hanno dato i risultati che volevamo. Non siamo riusciti a fare quello che avevamo fatto altre volte, anche contro grandi squadre”. .