Roma, Baldini: “Con Zeman si vincerà. Totti? E’ un esempio. De Rossi a vita”

Pubblicato il 19 settembre 2012 10:03 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012 10:03
Franco_Baldini_As_Roma

Franco Baldini (LaPresse)

ROMA –Franco Baldini torna a parlare. Il dg della Roma, che nelle ultime settimane sembrava essersi defilato, ha voluto chiarire, in un’intervista a 360 gradi in esclusiva a Sky, molti argomenti riguardanti il mondo giallorosso, da Zeman al calcio giocato.

A chi “sospettava” che la scelta del tecnico boemo fosse solo uno “scudo” per la società, Baldini ha così risposto: “Abbiamo preso Zeman perché ci aiuti a vincere e non perché ci aiuti ad accontentare la gente. Ci voleva un uomo che accontentasse il nostro desiderio di provare a fare un calcio assolutamente propositivo, un calcio che possa dimostrare che si vince anche non in maniera cinica come purtroppo la storia spesso dimostra. Ma noi abbiamo anche l’intenzione di volerla un pò modificare questa storia – l’ambizione del dg romanista – e Zeman ci sembrava proprio la persona adatta perché aveva questo tipo di gioco che ha sempre affascinato e la nostra intenzione è quella di prendere un allenatore perché ci aiuti a vincere non quello che ci aiuti ad accontentare la gente”.

Il ritorno di Zeman in Serie A è però coinciso anche col ritorno di polemiche e battute nei confronti di vecchi (Juventus, Vialli) e nuovi (il presidente della Federcalcio, Abete) bersagli: “Ma più che cercarsi i nemici sono stati i giornalisti a cercare Zeman dopo che è tornato in Serie A – la riflessione di Baldini – Ogni sua opinione espressa in termini generali è poi diventata particolare e fonte di polemiche. Chiaramente prendendo Zeman sapevamo anche di prendere questo tipo di personaggio”.

Profondamente diverso dal suo predecessore, Luis Enrique, scappato dalla Capitale per la pressione di una piazza calda come quella giallorossa: “Zeman non mi sembra proprio il tipo che non possa reggere la pressione. Luis Enrique? Ne approfitto per mandargli un saluto, perché comunque ha insegnato tanto anche in un posto come questo. Da novellino è riuscito a insegnarci un bel pò di cose, a me in particolare”.

Se nell’intervista rilasciata a Repubblica nel luglio 2011, Baldini aveva “accusato” Francesco Totti (“deve liberarsi della sua pigrizia”), oggi il pensiero del dg giallorosso viene racchiuso in una sola parola: “L’aggettivo che si può dare in questo momento a Totti è capitano”. “Quello che sta facendo in questo momento è dare l’esempio. Vuole dimostrare, anche grazie alla preparazione di Zeman perché le sue condizioni fisiche sono invidiabili, che crede tanto in questo allenatore e in questo tipo di calcio. Si è caricato la squadra sulle spalle facendo in campo anche rincorse che sembrano inutili – continua Baldini – ma che inutili non sono perché danno un segnale chiaro alla squadra”. Insomma, cancellato quel ‘pigro’ con cui Baldini aveva etichettato Totti una volta tornato nella Capitale dopo l’esperienza da general manager dell’Inghilterra. “Potrei dire che non e’ piu’ pigro, ma invece non lo diro’ perche’ pigro in quel senso io non l’ho mai inteso”.

“Credo sia molto probabile che De Rossi faccia tutta la sua carriera alla Roma”. Il direttore generale della Roma è tornato sulla vicenda di mercato legata al centrocampista giallorosso, nel mirino del Manchester City di Roberto Mancini durante la finestra di mercato estiva. “Certo che c’è stato qualcosa, abbiamo ascoltato, abbiamo valutato quelle che sono state le offerte possibili e immaginabili ma non solo per Daniele perché a dirla tutta abbiamo avuto offerte per più di 100 milioni per i nostri calciatori che comprendevano molti altri, non solo lui. Quanto hanno offerto? Una cifra da pensare che fosse una buona condizione”.

Infine il campo. Il rocambolesco ko interno col Bologna è infatti stato frutto di “una buona dose di sfortuna”. Baldini liquida così il primo passo falso in campionato della formazione di Zeman, e rilancia le quotazioni di Totti e compagni in vista del match che domenica giocheranno a Cagliari: “Cosa è successo col Bologna? Forse la gestione della partita non è proprio nelle nostre corde, ma quei due gol presi in un minuto e poi il terzo un pò richiamano anche a una buona dose di sfortuna. Una sconfitta, soprattutto maturata in questi termini, non cambia però nessuna delle nostre certezza: avevamo e abbiamo la convinzione di aver messo a disposizione di un ottimo allenatore un’ottima squadra e di questa certezza ci facciamo forti in vista del prossimo futuro”.