Sampdoria di Ferrero ma paga Garrone: una dote da 65 milioni di euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 luglio 2015 10:21 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2015 10:21
Sampdoria di Ferrero ma paga Garrone: una dote da 65 milioni di euro

Sampdoria di Ferrero ma paga Garrone: una dote da 65 milioni di euro

ROMA – E’ pacifico che il presidente della Sampdoria sia il simpatico e pittoresco Massimo Ferrero detto il “Viperetta” che l’ha rilevata nel 2014. E’ abbastanza paradossale che a pagare sia stato chi ha venduto la società: tra debiti azzerati, soldi per la gestione e le fideiussioni, l’ex patron Edoardo Garrone ha sborsato 65 milioni di euro. Ora il club, secondo l’inchiesta che Marco Iaria per la Gazzetta dello Sport ha concluso, si avvia verso l’autosufficienza. Nei bilanci, però, del “quindicino”, cioè i 15 milioni che Ferrero sosteneva di aver versato al momento del passaggio di consegne, non c’è traccia.

I documenti societari raccontano inequivocabilmente una serie di fatti storici: 1) Garrone ha ripulito la Samp di debiti prima di cederla, azzerando i 22,7 milioni di esposizioni con le banche; 2) non v’è traccia da nessuna parte di un eventuale aumento di capitale per il rilevamento delle quote da parte del nuovo azionista, che quindi ha acquisito la Samp gratis, nonostante lo stesso Ferrero abbia di recente assicurato di averlo fatto mettendoci “un quindicino”; 3) la Samp, pesantemente ripatrimonializzata grazie a Garrone, ha potuto coprire con quelle riserve i 24,6 milioni del rosso di bilancio al 31 dicembre 2014, e lo stesso ha fatto la controllante Sport Spettacolo che a quella data ha registrato un deficit di 2,2 milioni.

Pensate che sia finita qui? Ancora no. Il bilancio della Sport Spettacolo Holding rivela che almeno fino al 31 dicembre 2014, quindi ben sei mesi dopo la compravendita, è stato il vecchio patron e non il nuovo ad assicurare il rispetto dei pagamenti. Come? San Quirico si è fatta garante per 35,3 milioni: 10,2 a favore di Banca Regionale Europea per le fideiussioni richieste dalla Lega per le operazioni di calciomercato; 6 a favore di Monte dei Paschi per gli affidamenti concessi; 19,1 per garantire a Leasint il pagamento dei residui canoni di affitto (14,1) e dell’opzione di riscatto (5) dei marchi blucerchiati che nel 2011 furono temporaneamente venduti per fare cassa. (Marco Iaria, Gazzetta dello Sport).