San Siro si rifà il look, nuovo terreno di gioco per le milanesi: 3% sintetico

Pubblicato il 26 luglio 2012 12:00 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 12:00
San_Siro_Milan_Stadio

Lo stadio San Siro (LaPresse)

MILANO – San Siro si rifà il look. Ieri 25 luglio è avvenuta la presentazione ufficiale del nuovo campo dello stadio Meazza. Il “Dd grass master” è il metodo innovativo di realizzazione dei campi da gioco proveniente dalla ricerca e dall’innovazione olandese da tempo sperimentato in molti stadi d’Europa che è arrivato a San Siro grazie ad un pool di aziende che insieme ne hanno proposto l’applicazione.

“Il calcio è lo sport più popolare in tutti i paesi del mondo – racconta Gianni Idda, Direttore vendite della Desso Grass Master System – ovunque vai la maggior parte dei campi sportivi sono campi da calcio e, come ovvio che sia, le organizzazioni internazionali del gioco calcio, le squadre nazionali e i calciatori professionisti o non, affermati o piccoli campioni …in erba, preferiscono giocare su campi d’erba naturale. Tuttavia l’erba naturale presenta anche degli inconvenienti come sa bene chi ha frequentato e tifato negli anni a San Siro. Vi ricordate le aree spoglie davanti alle porte per l’intensità del gioco? O ancora le zolle che saltavano a causa di una scivolata, le pozzanghere profonde, le fosse? Tutti problemi che finivano per alterare il normale svolgimento di gioco nonché gli sforzi dei calciatori e il gusto di chi allo stadio si gode le partite oltre ovviamente ai costi di manutenzione per le società. Ebbene grazie alla ricerca e all’innovazione olandesi oggi abbiamo un prodotto che valorizza totalmente il carattere specifico del calcio: il Dd grass master”.

Ma questo nuovo sistema e come funziona? Lo spiega Yves De Cocker, Business unit manager della Desso: “In realtà non si tratta certo di un nuovo sistema ormai già da anni in Europa il DD GrassMaster viene applicato da sempre più numerose squadre professionistiche e già molte partite si sono disputate con il beneplacido della Uefa e della Fifa, le squadre e le associazioni sportive lo considerano un investimento ottimo e i giocatori sono entusiasti. E’ il frutto di anni di ricerca di laboratorio e di sperimentazione in collaborazione con il reparto ricerca e la sezione infrastrutture sportive del comitato olimpico NOC*NSF – prosegue De Cocker – uno dei punti di partenza di questa ricerca è stata la volontà di poter offrire allo sport del calcio un manto erboso che fosse adatto sia ad un adeguato uso in partita sia ad un utilizzo intenso in allenamento. La posa in opera di un campo DD GrassMaster è di una semplicità ingegnosa. Su un piano di base stabile e ben drenante viene posato uno strato di superficie di sabbia arricchito con composta. Con macchinari manovrati al computer vengono iniettate le fibre di erba sintetica a circa 20 cm di profondità nel terreno. Grazie alla gamma equilibrata di colori è praticamente impossibile distinguere queste fibre dall’erba naturale. Fra queste fibre di erba sintetica, che misurano circa 2 cm di altezza dal terreno, vengono poi interrate le sementi per l’erba per campi sportivi. Non appena quest’erba naturale ha portato a termine la propria crescita e la zolla è chiusa, le fibre di erba sintetica svolgono quasi nell’ombra il loro compito”.

Il risultato di questa operazione è un campo composto quasi interamente da erba naturale. La quota di erba sintetica si limita infatti al solo 3%. Il campo, visto dall’alto, ha un aspetto completamente naturale.