Sandro Mazzola: “Mandato negli spogliatoi a trattare…”. Uruguay, Polonia, biscotti all’italiana

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2017 10:30 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2017 10:30

ROMA – Sandro Mazzola: “Mandato negli spogliatoi a trattare…”. Uruguay, Polonia, biscotti all’italiana. Un mito del calcio italiano, Sandro Mazzola figlio d’arte del grandissimo Valentino, mentre racconta e si racconta in un’intervista al Corriere della Sera, rivela candidamente un paio di “biscotti” della nazionale. Cioè di partite aggiustate, combinate con l’avversario, prima o in corso d’opera. Due gli episodi, in due edizioni mondiali differenti, quelli del ’70 in Messico e del ’74 in Germania.

È vero che al Mondiale del 1970 combinaste il pareggio con l’Uruguay?

«Sì. Noi avevamo battuto la Svezia, con una ciabattata di Domenghini, come scrisse Brera; loro avevano sconfitto Israele; con il pareggio eravamo tutti qualificati. Venne il loro capitano a dirmi: “Hombre, hoy nosotros empatamos”. Avvertii gli altri: con l’altura, fu un sollievo per tutti, a parte Bertini, che voleva sempre vincere, anche le partitelle. Cominciò a correre e a picchiare come un matto. Gli uruguagi erano furibondi: “Este hombre está loco!”». (Aldo Cazzullo, Corriere della Sera)

Quattro anni dopo altra manovra di aggiustamento, rimasta però sul piano dei tentativi.

Brera scrive che al Mondiale 1974 dopo il primo tempo lei fu mandato negli spogliatoi della Polonia, a combinare il pareggio.

«È così. Perdevamo 2 a 0, loro erano già qualificati. Proposi di organizzare un’amichevole in Italia, con incasso ai polacchi. Parlai in inglese con Deyna, il capitano. Disse sì. Ma dalla grinta con cui si avventarono nel secondo tempo, capimmo che non c’era niente da fare». (Aldo Cazzullo, Corriere della Sera)