Scacchi/ Nuova sfida per gli ex campioni mondiali russi Karpov e Kasparov, come 25 anni fa. Ma a Valencia

Pubblicato il 9 Luglio 2009 17:19 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 17:19

Erano poco più che due ragazzi quando, nel settembre del 1984, si sfidarono per il titolo mondiale a Mosca. Astro nascente l’uno, campione affermato l’altro. Entrambi con il cosiddetto “fattore K”, che negli scacchi ha sempre portato bene, almeno sul fronte sovietico. Ora, a 25 anni dall’inizio del loro storico e interminabile duello, gli ex campioni del mondo russi Garry Kasparov e Anatolij Karpov torneranno a sfidarsi dal 21 al 24 settembre a Valencia, in Spagna.

I due, che oggi hanno rispettivamente 46 e 59 anni, si affronteranno in un torneo di 12 partite. «Così ricorderemo la nostra giovinezza», ha commentato Karpov, detentore del titolo mondiale dal 1975 al 1985, quando fu costretto a cederlo a Kasparov, rimasto poi campione imbattuto fino al 2000. «Mi fa piacere che la federazione spagnola si sia ricordata di questa data, a differenza di quella russa», ha sottolineato Kasparov, che dopo aver abbandonato la carriera scacchistica nel 2005 è diventato leader dell’opposizione antiputiniana. «Proprio 25 anni fa, a settembre, nella sala delle colonne dei sindacati a Mosca, cominciò il nostro duello e gli scacchi moderni nacquero allora», ha sottolineato.

La sfida iniziò nel 1984 e inizialmente Karpov la fece da padrone. Quando però gli mancava solo una partita per vincere, il suo avversario cambiò strategia, puntando tutto sulla patta: i due arrivano ad un totale di 30 partite, in tre mesi, senza che Karpov riuscisse a vincere quell’unica che gli serviva per riconfermarsi campione. Kasparov considerò di non avere più nulla da perdere e iniziò a giocare al meglio col suo stile  fantasioso e aggressivo.

Il 25 febbraio 1985 quando Kasparov si era appena portato sul 3-5, dopo quarantotto partite di cui quaranta patte, cinque mesi di gioco e una situazione che non pareva destinata a sbloccarsi facilmente, la Fide decise di sospendere la sfida e riproporla con regole nuove e, soprattutto, con un numero di partite limitato. L’incontro si ripeté pochi mesi dopo, sempre nella capitale russa. Kasparov aveva fatto tesoro dell’esperienza precedente: giocò in maniera brillante ed ebbe ragione per 13-11 (cinque vittorie contro tre) del campione uscente.