Sciopero dei calciatori, l’Alta Corte del Coni diffida la Lega: “Deve trattare”

Pubblicato il 3 Dicembre 2010 22:50 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2010 22:54

La Lega deve trattare per evitare lo sciopero dei giocatori, e se non lo fara’ ci pensera’ il commissario ad acta. Lo stop del campionato proclamato per l’11 e 12 dicembre puo’ ancora rientrare: dopo due giorni di riflessione l’Alta Corte di giustizia del Coni ha confezionato un parere tutt’altro che soft per trovare la soluzione al braccio di ferro tra i club e l’assocalciatori in merito al rinnovo, mancato, del contratto collettivo.

L’organo del comitato olimpico ha infatti dichiarato legittima la nomina da parte della federcalcio di un commissario deputato a trattare con l’Aic sulle norme del contratto: ma fa di piu’, ha chiesto alla federazione di invitare la Lega di A a trattare e a raggiungere un accordo. La Lega del resto la disponibilita’ a sedersi ancora intorno al tavolo l’aveva ribadita anche la termine dell’assemblea in cui all’unanimita’ i club hanno confermato la fiducia ai consiglieri impegnati nella delegazione, Lotito e Briamonte.

E qualche apertura, anche sul nodo cruciale dei fuori rosa, sembrava trasparire anche dalle parole di Demetrio Albertini che replicando nella querelle a distanza proprio con il patron della Lazio aveva lasciato intendere che potrebbe esserci un margine per discutere sulla questione che ha portato di fatto alla rottura. Ma c’e’ anche chi vorrebbe che fossero fatti fuori dalle delegazioni chiamate a trattare i falchi, individuati nello stesso Lotito e in Leonardo Grosso per la controparte Aic. Comunque l’Alta Corte con l’articolato parere (sei pagine) consegnato alla Figc ha messo alle corde i club perche’ i tempi stringono e lo sciopero va fermato: il primo step, immediato, e’ quello della diffida a trattare. Scaduta questa iniziale, nel caso di mancato accordo tra le parti, per proseguire la trattativa dunque la Figc deve nominare un commissario ad acta che in una prima fase avra’ poteri solo di ricerca di un’intesa. Insomma di trovare l’accordo sui due punti (trasferimenti e fuori rosa) che hanno fatto saltare il tavolo. Una volta realizzato l’accordo la Lega sara’ chiamata a firmarlo. Se i club di A dovessero dire ancora no o dilatare i tempi la Figc dovra’ inviare una seconda diffida, scaduta la quale, il commissario ad acta ”non agisce piu’ nella qualita’ di organo del soggetto preponente, bensi’ di organo del soggetto sostituito, del quale manifesta all’esterno la volonta”’. Insomma fara’ le veci della Lega stessa con potere di firma. In questa ipotesi ”limite”, scrive l’organo di giustizia super partes ”il commissario, solo nella qualita’ di organo della Lega, potrebbe procedere, oltre che alla negoziazione, anche alla stessa eventuale stipulazione dell’Accordo collettivo, ovviamente con il concorrente consenso dell’Aic”. I tempi stringono, ma si riapre il tavolo. Lo sciopero resta proclamato, ma potrebbe allontanarsi. (ANSA).