Scontri Lecce-Carpi: Marco Marchello, steward rischia vita per 45 euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 16:57 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 16:57
Scontri Lecce-Carpi: Marco Marchello, steward rischia vita per 45 euro

Scontri Lecce-Carpi: Marco Marchello, steward rischia vita per 45 euro

LECCE – Gli scontri allo Stadio via del Mare subito dopo il fischio finale della partita tra Lecce e Carpi hanno sollevato una questione sempre spinosa: la sicurezza degli steward che prestano servizio nel corso delle partite di calcio.

Marco Marchello – 42 anni, 172 cm d’altezza e 92 kg di peso – se l’è vista brutta dopo l’aggressione che ha subito da parte dei tifosi del Lecce, inferociti per la permanenza della loro squadra in Lega Pro.

Marchello è stato ribattezzato lo ‘steward-eroe’ perchè ha bloccato l’irruzione dei tifosi negli spogliatoi in cambio di un misero guadagno di 45 euro a partita.

Marchello ha un fisico eccezionale, è un fanatico del body building, non ha neppure un graffio ma solo qualche lieve dolore  alle mani, dopo le aggressioni subite nel pomeriggio di follia andato in onda al Via del Mare di Lecce.

  “Quando ho visto avvicinarsi quell’onda di tifosi inferociti, ho avuto paura solo per l’incolumità dei calciatori. Ho provato a resistere davanti alle scalette che conducono negli spogliatoi; ho parato tanti colpi proibiti sferrati da ragazzi che erano fuori di testa e armati di seggiolini, cordoni, bottiglie, tavolini e intere panchine.

Il loro obiettivo era raggiungere i giocatori; per fortuna, nel sottopassaggio mio cugino Rossano Marchello, il responsabile del servizio steward, è riuscito a chiudere il cancello anti-panico, che ha retto all’assalto dei tifosi, bloccati quindi prima di accedere agli spogliatoi”.

“Non possiamo reagire, dobbiamo sopportare con pazienza eventuali provocazioni. Pratico il body-building da 20 anni e ho una notevole forza. Nella mia vita, però, mai ho fatto a botte; chi l’avrebbe detto che ne avrei prese tante proprio allo stadio.

Tifo solo per il Lecce e ammiro Chevanton, che dà sempre il cuore, andando in campo anche con una spalla lussata. Vorrei lanciare un appello ai circa 200 tifosi violenti: ‘Rivedetevi in televisione e riflettete su quanto avete fatto al termine di una partita di calcio.

Pensate a quanti come me hanno rischiato la vita, per 45 euro di diaria, per 8 ore di lavoro in uno stadio. Tornerò al Via del Mare a fare lo steward, non ho paura.

E continuerò a guadagnare qualcosa. Che tristezza, se penso che con la retrocessione del Lecce in Prima divisione ci abbiamo rimesso anche noi steward…”.