Sebino Nela e il tumore: “Ho pensato al suicidio ma non ho avuto il coraggio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Febbraio 2020 19:36 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2020 19:42
Sebino Nela e il tumore: "Ho pensato al suicidio ma non ho avuto il coraggio"

Sebino Nela quando era un calciatore della Roma, ha parlato della sua lotta contro il tumore in una intervista al Corriere dello Sport (foto Ansa)

ROMA – Sebino Nela, ex calciatore della Roma, ha rilasciato una intervista esclusiva a Giancarlo Dotto, per Il Corriere dello Sport, dove ha parlato per la prima volta del tumore che lo ha colpito: “Ho visto la morte in faccia. Il suicidio come Di Bartolomei? L’ho pensato, non ho avuto il coraggio”. Riportiamo di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Nela al Corriere dello Sport.

Sebina Nela e il tumore: “Con Vialli ci siamo detti, ‘non si molla un c…'”.

“Con quello che ho passato, diciamo che sto bene. Devo fare un’altra operazione a breve. Più breve tempo possibile. Sarà la quarta. Non ce la faccio più… Che operazione? Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere. Devo fare pulizia di un po’ di schifezza e mettere una rete di protezione.

Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi. Vialli e Mihajlovic? A Sinisa mando messaggi attraverso il nostro amico comune Vincenzo Cantatore. Con Gianluca eravamo in camera insieme al mondiale di Messico ’86. L’ho incontrato poche settimane fa, a Roma-Juventus. Ci siamo abbracciati. “Guarda che non si molla un c…”, gli ho detto. “Nemmeno di un millimetro”. 

Due anni e mezzo di chemio non sono uno scherzo. Ti guarisce una cosa e te ne peggiora un’altra. Ho avuto degli attacchi ischemici. Ma la pressione è a posto, prendo tre pasticche al giorno e faccio la mia vita normalissima. La cosa brutta di questo male è che gioisci, dici ho vinto, e poi scopri che a distanza di sei, sette, otto anni ritorna. Il cancro quando arriva non ti lascia più.

Torna come realtà o come minaccia. Sta sempre lì. Ho visto la morte in faccia. Ho metabolizzato questa cosa. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, ‘sti c……”. (fonte Il Corriere dello Sport).