Sergio Vessicchio insiste: “L’arbitro donna? L’ho resa famosa. Non può stare in campo con 22 maschi”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 26 marzo 2019 15:53 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2019 15:55
Sergio Vessicchio insiste: "L'arbitro donna? L'ho resa famosa. Non può stare in campo con 22 maschi"

Sergio Vessicchio insiste: “L’arbitro donna? L’ho resa famosa. Non può stare in campo con 22 maschi”

ROMA – “L’arbitro donna? L’ho fatta diventare famosa“. Così Sergio Vessicchio torna a far parlare di sé dopo aver definito “inguardabile” e uno “schifo” una assistente di linea donna, Annalisa Moccia, durante il match di Eccellenza in Campania tra il Sant’Agnello e l’Agropoli. Ai microfoni della Zanzara, su Radio 24, il telecronista campano promette che le manderà “un mazzo di fiori”. Ma fatica a scusarsi, anzi insiste: “Una donna non può stare con 22 maschi in campo“.

Non è bastata la sospensione da parte dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Sergio Vessicchio resta fermo sulle sue posizioni: “Hanno travisato solamente una frase detta in quel modo. E quindi sono finito nel tritacarne. Le donne nel calcio maschile non le sopporto. Questo lo confermo. La signorina non l’ho offesa. Ho detto che è uno schifo che la Figc mandi sui campi di calcio uomini e donne, una promiscuità inaccettabile. Lo confermo questo”.

Eppure, gli fanno notare Cruciani e Parenzo, ha detto proprio che era impresentabile: “Impresentabile – spiega Vessicchio – è il fatto che una donna non può entrare tra 22 maschi. Non può starci assolutamente. Se venite qui ti accorgi di che pericoli corre. Innanzitutto sono vessate, malmenate, insultate. Il capo degli arbitri Nicchi si dovrebbe dimettere. Se ne deve andare, perché voi non sapete cosa succede in Campania. Le donne non vanno ad arbitrare Juventus-Fiorentina, quella è la discriminazione. Le donne stanno con le donne e gli uomini con gli uomini. Per me è un principio basilare. E le donne sono anche migliori, sono superiori, arbitrano meglio. Mentre la classe arbitrale italiana è uno schifo”.

“Se qualcuno pensa che io abbia sbagliato – prosegue – chiedo scusa. Ma ho detto quello che pensano tutti. Le donne con le donne, gli uomini con gli uomini. Lo pensano tutti. Sono anche più brave le donne. Se volete fare le pulci al fatto che io mi sono espresso male, fatelo pure. Ma questo è il concetto e lo ribadisco. L’altro giorno una partita con quarantamila persone, con donne in gamba, c’era un uomo che arbitrava. Questa è la vera discriminazione che fanno alle donne. Ed è una discriminazione netta, chiara, che fanno i vertici della Figc”. “Quando ho visto la donna in campo – insiste – ho perso la brocca. Perché mi dà fastidio”.

Ad Annalisa Moccia, comunque “mando anche i fiori, chiedo scusa se si è offesa ma non ho mai detto che lei è uno schifo. Contro lei non ho nulla. Ma se l’avete vista con tutti quei maschi, era inguardabile, con le protuberanze femminee, la coda di cavallo, in un campo di calcio. Ma stiamo scherzando?”

Protuberanze femminee? Insistono i conduttori: “Le tette, no? E si vedevano. Un petto a petto, un tete a tete, come lo vai a fare? Quando i giocatori attaccano gli arbitri e viceversa, come lo andate a fare? Venite a vedere dove si spogliano qui nel Cilento, gli spogliatoi come sono, porte aperte. Non ci sono neppure le porte e le donne che si spogliano, vanno a fare il riconoscimento con i ragazzi che tengono ancora l’asciugamano sul basso ventre. Ma scherziamo? E’ uno schifo, uno schifo. Il tete a tete? E’ una cosa ridicola, ma che scherziamo?”.

Ma non vestono mica scollate. “Si, ma la protuberanza si vede. E poi in mezzo al campo non ha quello stile di maschio, non ha la forza, non ha la presenza. E’ fuori luogo, sono impresentabili sotto quest’aspetto. Quindi fiori alla Moccia, l’ho fatta diventare famosa, dai”.

Fonte: La Zanzara