Serie A al via: Roma, Juve e Milan, è sempre caccia all’Inter

Pubblicato il 23 Agosto 2010 12:56 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2010 12:56

Rafael Benitez

Udinese-Genoa per alzare il sipario sulla nuova serie A, e poi subito sabato sera il posticipo dell’anticipo con Roma-Cesena: poi, la prima domenica di A e il lunedì di campionato con Bologna-Inter.

Senza Balotelli, con un Krasic in più e un Mondiale da smaltire, il campionato riparte il prossimo fine settimana da dove aveva salutato: la caccia all’Inter, dominatrice degli ultimi anni e in trionfo l’anno scorso con una tripletta. In mezzo, c’è la crisi del calcio italiano aperta dalla nazionale in Sudafrica, e senza possibilità di voto immediato.

Anche quest’anno, nella stagione della tessera del tifoso e del campionato-spezzatino (possibile anticipo domenicale alle 12.30 e posticipi al lunedì), l’Italia in Europa si dovrà affidare alla multinazionale Inter, più che a Roma Milan o Samp. Ad impoverire ulteriormente un campionato in crisi tecnica e incapace oramai di attirare grandi campioni c’è stato l’addio di Mario Balotelli. Con tanto di accuse a chi ora lo rimpiange ma non ha fatto nulla per trattenerlo.

L’Inter pluricampione si è rifatta con un talento in erba ma brasiliano, Coutinho, e il cambio della guardia è sicuramente meno indolore di quello della panchina, visti i tanti orfani di Mourinho. Di fatto, l’esito della Supercoppa dimostra che si ricomincia da gerarchie inalterate: tutte a caccia dello squadrone di Moratti. Ci prova la Juve, con un cambio di rotta partito dal vertice. Marotta in società, Del Neri in panchina, tanti italiani e un campione straniero – il serbo Krasic dal Cska Mosca – più Aquilani: basterà per fare il salto di qualità?

Probabilmente no, se Amauri non torna l’attaccante di due anni fa. Anche il Milan ha scelto di ripartire dall’allenatore, piuttosto che dalla rivoluzione in campo: Massimiliano Allegri avrà vita difficile, in una piazza esigente e che deve colmare il gap dai cugini nerazzurri. Aspettando Ronaldinho, gli acquisti sono stati di medio calibro, il sogno Ibrahimovic sarebbe una provocazione, piu’ che una scommessa.

Quella l’ha giocata la Roma, richiamando Adriano dopo il purgatorio brasiliano: dal peso-forma dell’attaccante ex Inter, oltre che dalla conclusione della querelle Burdisso, dipende il futuro di Ranieri, sulla carta chiamato a rinnovare la sfida all’Inter e a scrollarsi di dosso la fame di secondi per sempre.

La stagione della Samp è invece legata all’esito del play off Champions, dopo il ko in Germania, e agli estri di Cassano. Il ruolo di sorpresa della stagione se lo contendono il Palermo del dopo Cavani, il Napoli tanto rafforzato in attacco, il Genoa re del mercato. Tra i pochi colpi, c’è quello di Lotito con l’acquisto del brasiliano Hernanes.

La serie A ritrova vecchi protagonisti come il Cesena, Mihajlovic riparte da Firenze per far dimenticare Prandelli, con i suoi cinque anni di gioco e fair play. Quel che l’estate di violenza ultras e gli incidenti del Meazza in Supercoppa preannunciano invece come abitudine davvero rara.