Serie A, il ritorno dei mancini. Bruno Conti: “Sinistro è genio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2015 19:34 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2015 19:34
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Bruno Conti nella foto LaPresse

ROMA  – E’ l’ora dei mancini in serie A, e il fatto che l’Inter del tecnico di Jesi sia tornato alla vittoria non c’entra niente. Tornano di moda i giocatori dal piede buono ma è il sinistro, talenti che appagano l’occhio di chi ama il calcio con la loro classe fuori dalle norme. Verde e non solo. C’e’ il gol di Diamanti, con quel piede ‘opposto’ e dopo un dribbling sorprendente. E c’è Dybala, il sinistro più fulminante del campionato. Sinistro, insomma, come sinonimo di imprevedibilità. E di divertimento. Ne sanno qualcosa a Cagliari – dove a dire il vero il sinistro e’ sinonimo di Gigi Riva – visto che il match-winner al Sant’Elia ieri è stato il 18enne Daniele Verde, talento romanista arrivato a Trigoria grazie a una felice intuizione di Bruno Conti, uno che il talento l’ha trasformato in vittorie e ora lo riconosce nei ragazzi a prima vista.

“Quando si parla di mancini si parla sempre di calciatori che hanno una dote naturale nel saper toccare il pallone – spiega – Bruno Conti -. E infatti mancino nel pallone è sempre stato sinonimo di fantasia, pensate a Maradona, Eder o…a me stesso. E’ un piacere vedere in azione certi giocatori che si sono imposti all’attenzione del pubblico, come Dybala o Berardi: hanno il baricentro basso e in ogni momento possono inventare la giocata che decide un match. A scoprire Verde siamo stati bravi e fortunati, grazie anche all’aiuto di una donna, Lucia Carbonaro, presidentessa del Pigna Calcio di Pianura. Quanto a me, ho capito subito che quel ragazzo era molto volenteroso, e aveva degli obiettivi che voleva raggiungere assolutamente. Inoltre è un giocatore davvero fantasioso”.

E che dire di quel Dybala che Antonio Conte sogna di vestire con l’azzurro? Ieri si è messo in luce soprattutto per una colossale occasione da gol che ha sprecato a S. Siro, ma il suo sinistro rimane d’autore e pennella deliziose giocate e insidiosi tiri su punizione. Un po’ come Alessandro Diamanti, tornato nella natia Toscana, stavolta a Firenze, dalla lontana Cina, dove ha vinto uno scudetto con l’Evergrande agli ordini di Marcello Lippi. Sul suo arrivo alla Viola qualcuno era scettico, ma dopo il gol segnato all’Atalanta, con quel sinistro che ha seminato il panico nella difesa atalantina, i suoi detrattori dovranno ricredersi.

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Un altro talento puro, e mancino, che arricchisce il non florido panorama dell’attuale serie A è il calabrese Domenico Berardi, che fa le fortune del Sassuolo dopo essere stato, da ragazzino, un virtuoso del ‘calcetto’. L’ultimo arrivato è un altro che ieri a tratti ha dato spettacolo, rilanciando con la maglia dell’Inter il ruolo del trequartista. Si tratta di quello Shaqiri che all’inizio della carriera era un ‘tutto sinistro’ che poi, nel corso degli anni, ha imparato a disimpegnarsi alla grande anche con il destro, grazie a una tecnica di base sopraffina. Un asso in più nella manica del Mancini vero.