Serie A: Juve batte Benevento e allunga sul Napoli, Roma crolla in casa, derby senza gol a Genova

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 aprile 2018 23:32 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2018 23:32
Serie A: Juve batte Benevento e allunga sul Napoli, Roma crolla in casa, derby senza gol a Genova

Serie A: Juve batte Benevento e allunga sul Napoli, Roma crolla in casa, derby senza gol a Genova
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

ROMA – Benevento-Juventus 2-4, Spal-Atalanta 1-1, Roma-Fiorentina 0-2 e Sampdoria-Genoa 0-0 negli anticipi della trentunesima giornata di Serie A.

 

 

La Juventus ha vinto a Benevento e, in attesa di Napoli-Chievo, si è portata a più sette sulla squadra allenata da Maurizio Sarri. La Fiorentina ha vinto 2-0 in casa della Roma. Il derby di Genova è terminato sul punteggio di zero a zero mentre Spal e Atalanta hanno pareggiato per 1 a 1.

Juve soffre ma vince a Benevento,Napoli ora a -7

La Juve suda e vince a Benevento che malgrado la sconfitta esce dal campo tra gli applausi dei suoi tifosi. Per gran parte della partita i giallorossi di De Zerbi hanno costretto la Juventus a ‘premere sull’acceleratore’ per guadagnarsi i tre punti in trasferta grazie ai quali ora sono a +7 dal Napoli secondo in classifica.

La compagine giallorossa s’illude, impegna severamente la capolista, ma poi deve inchinarsi ai bianconeri che passano al Vigorito 4-2 anche grazie a una tripletta di Dybala (due delle reti su rigore). Allegri alla vigilia aveva previsto che in terra sannita non sarebbe stato facile, anche perché c’era da metabolizzare la pesante sconfitta casalinga in Champions contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Ma la risposta c’è stata e grazie ai suoi cambi adesso il settimo scudetto consecutivo è ancora più vicino.

La partita è, per lunghi tratti, sorprendentemente equilibrata, con i padroni di casa in grado di mettere in seria difficoltà i ben più blasonati ospiti che, alla fine, riescono a far valere la classe superiore dei suoi giocatori. Unica, magra, consolazione la sfida dei calci d’angolo, vinta dal Benevento per 8 a 2. L’allenatore bianconero pratica il turnover in vista del ritorno con il Real: fuori Higuain e Douglas Costa, dall’inizio Mandzukic e Cuadrado. Il Benevento si schiera con il classico 4-3-3 e il gigante Diabatè come unica punta. La partita è combattuta, ma viene subito sbloccata da un gioiello di Dybala, strepitoso a centrare il sette con un tiro a giro.

Il Benevento reagisce con Sandro che impegna Sczesny, poi il portiere polacco si supera su Djuricic. La ribattuta viene ripresa da Guiulherme che serve l’assist vincente a Diabatè. Sul finale di primo tempo però la Juve si riporta avanti: Djimsiti atterra Pjanic, l’arbitro prima lascia correre poi assegna il rigore con l’ausilio della Var. Dybala è infallibile dal dischetto. Ad inizio ripresa, il Benevento riprende la Juve: stacco di Diabatè su angolo di Viola che indirizza la palla di testa nell’angolino.

Allegri non ci sta e si gioca i pezzi pesanti: passa al 4-2-4 inserendo Higuain e Douglas Costa. Scelte azzeccate, cambi che gli risolvono la gara. L’argentino si guadagna il rigore del vantaggio trasformato da Dybala mentre il brasiliano incanta il pubblico: slalom e tiro all’incrocio.

Partita chiusa. Al “Vigorito” resta il clima da festa dove dall’inizio alla fine della partita hanno continuato a sbandierare i colori giallorossi. L’incontro contro la capolista ha fatto registrare il tutto esaurito a Benevento e il record stagionale di spettatori. La squadra giallorossa però si avvicina sempre più alla retrocessione matematica, mentre i bianconeri veleggiano verso il settimo scudetto consecutivo.

La Roma stecca, la Fiorentina non si ferma più

Sei partite, sei vittorie. La Fiorentina viaggia spedita con un’invidiabile media-scudetto e risale la classifica; la Roma, invece, sprofonda in un pomeriggio denso di suggestioni primaverili, ma anche di pessimi auspici per i giallorossi, che – dopo i quattro gol di Barcellona, ne prendono altri due nell’Olimpico – vedono complicarsi maledettamente la corsa per un posto nella prossima Champions. La Roma sembra sgonfia e poco lucida, svagata e in affanno. Ma soprattutto sfiduciata e in condizioni atletiche tutt’altro che incoraggianti. Finisce così tra i fischi dei sostenitori giallorossi e i canti di quelli viola, che inneggiano al loro capitano Davide Astori.

Ma l’anticipo dell’Olimpico era cominciato con Di Francesco pronto a modificare, e di molto, lo schieramento rispetto alla sfida-Champions a Barcellona. L’allenatore dei gialorossi lascia fuori ben quattro titolari: De Rossi, Florenzi, Kolarov e Pellegrini. C’è invece spazio per Nainggolan che, mercoledì al Camp Nou, era rimasto in tribuna per problemi fisici. L’inizio è della Fiorentina, che si presenta con un ‘albero di Natale’ molto elastico e va in gol dopo soli 7′: punizione dalla destra a spiovere in area, Fazio allontana sui piedi di Saponara che, da sinistra, mette al centro per Benassi, il cui esterno destro s’infila rasoterra nella porta di Alisson.

La Roma non accusa il colpo e, già dopo soli 3′, impegna Sportiello con Strootman e poi Manolas manda a lato di testa. I giallorossi premono il piede sull’acceleratore e, al 13′, su cross di Peres, il pallone viene deviato, s’impenna, poi Sportiello esce a valanga e si scontra con Hugo. Il portiere non vede più il pallone che finisce sui piedi di Dzeko, che colpisce il palo esterno. El Shaarawy al 15′ impegna Sportiello e poi la Fiorentina riesce ad arginare i padroni di casa che creano un pericolo solo al 27′ con Dzeko che impegna in due tempi ancora il portiere.

Al 39′ Simeone s’incunea in area da posizione centrale, supera in velocità Peres e Manolas, quindi batte in uscita Alisson., mandando al tappeto la Roma per la seconda volta. E’ il colpo del ko, anche se manca ancora tanto all’epilogo. La ripresa si apre con una super-parata di Sportiello, che allontana con un guizzo una deviazione al volo di Dzeko.

Al 10’il nuovo entrato Schick serve d’esterno per Nainggolan, che spara addosso a Sportiello. Non è proprio giornata e la conferma arriva poco prima della mezz’ora, alorché Schick di testa timbra la traversa su cross dalla destra di Florenzi. Sul successivo angolo altra traversa (esterna), questa volta di Fazio.

Il finale è un susseguirsi di assalti senza organizzazione e tanta velleità, con i difensori della squadra toscana che sembrano giganti di pietra nella propria area. Insuperabili.

La Spal ferma l’Atalanta, un punto salvezza

La Spal pareggia 1-1 con l’Atalanta, continua la sua serie positiva (due vittorie e quattro pareggi nelle ultime sei) e fa un altro passo importante verso la salvezza. Per gli uomini di Gasperini è invece uno stop nella corsa all’Europa, ma comunque i bergamaschi sono riusciti a riprendere una partita che sembrava essersi complicata. Protagonista, il solito Gomez che si è conquistato un rigore, poi trasformato da De Roon a meno di un quarto d’ora dal 90′. La squadra di Semplici, passata in vantaggio grazie a Cionek al 39′ del primo tempo, era partita piano.

La prima azione è stata infatti di Gosens, arrivato al tiro quasi subito, ma Meret ha respinto. Poco dopo è stato De Roon a provarci, ma la sua conclusione è uscita dallo specchio. Al 12′ la Spal è stata pericolosa per la prima volta, con palla filtrante di Costa per Grassi, ma Berisha ha parato. I ferraresi allora hanno iniziato la loro crescita, finendo per meritare di concludere il primo tempo davanti, giocando meglio e costruendo di più, anche se hanno rischiato al 25′ quando Gomez ha colpito un palo dal limite e Freuler ha insaccato, ma in fuorigioco. Prima comunque era stato Berisha a regalare brividi ai suoi tifosi, quando non ha controllato al meglio una conclusione da fuori di Viviani.

Al 39′, ecco il vantaggio dei padroni di casa: calcio di punizione dalla tre quarti di Viviani sulla testa di Cionek che di testa ha superato il portiere albanese, legittimando quanto di buono messo insieme dai suoi. Nella ripresa, invece, si sono visti di più gli ospiti, costretti ad aumentare i giri delle loro azioni. Fuori Petagna, dentro Cornelius, i nerazzurri sono stati più propositivi.

Ma è stata ancora una volta la Spal a sfiorare il raddoppio, con Viviani al 18′, fermato solo dalla traversa. L’Atalanta è stata comunque propositiva, e al 32′ ha trovato l’episodio decisivo: Costa ha trattenuto Gomez in area e l’arbitro Damato non ha avuto dubbi nell’assegnare il calcio di rigore. De Roon dal dischetto ha battuto Meret, per il suo terzo gol in stagione.

L’ultimo pericolo per i ferraresi è arrivato dal giovanissimo Barrow, 20enne gambiano buttato nella mischia da Gasperini. Ma non è stato sufficiente per modificare un risultato di parità, apparso giusto.

Samp e Genoa derby da 0-0, vince la noia

Derby della Lanterna n.116 di scarso pathos quello giocato al Ferraris di Genova. Termina con un pareggio a reti inviolate comodo per la squadra di Ballardini in chiave salvezza, un po’ meno costruttivo per i blucerchiati di Giampaolo che deve rinunciare al record di quattro derby vinti fermandosi a tre vittorie e un davvero misero pareggio.

Poche sorprese nelle formazioni iniziali con Giampaolo che schiera Caprari alle spalle della coppia Quagliarella?Zapata e Ballardini che risponde schierando Pereira a destra al posto dell’infortunato Rosi e in attacco si affida a Pandev?Lapadula. Ritmi alti sin da subito e tensione palpabile per una sfida molto sentita. Blucerchiati molto attivi soprattutto sulla propria fascia destra da dove arriva il primo pericolo per Perin: è Praet che dalla distanza cerca la conclusione in porta ma la sfera termina alta. Al 10′ primo cambio per infortunio, è Murru a lasciare il posto a Regini.

Poco dopo Rigoni cerca di sorprendere Viviano ma il suo pallonetto dal limite è controllato senza problemi dal portiere. Le emozioni però latitano: la Samp comanda il gioco, il Genoa aspetta, pronto a sfruttare la velocità dei suoi esterni di centrocampo Laxalt e Pereira. Ne nasce una prima frazione bloccata in cui ad essere decisivi rischiano di essere alcuni errori nei passaggi che nessuna delle due squadre però riesce a sfruttare. Al 39′ proteste dei giocatori del Genoa per un contrasto in area su Rigoni che cade cercando un inserimento su passaggio di Pandev.

L’intervallo non porta novità nei 22 in campo e la gara riparte lungo i binari della prima frazione, quelli della grande noia. La Samp al 4′ si rende pericolosa al termine di un’azione avviata da Zapata: Torreira prova la conclusione rasoterra all’altezza della lunetta ma la palla termina a lato. Giampaolo dopo aver già perso Murru deve fare a meno anche di Bereszynski inserendo Sala mentre Ballardini rinforza il centrocampo con Cofie. Al quarto d’ora brividi in area genoana per una trattenuta di Rigoni su Praet che Massa però non considera fallosa. Caprari e Hiljemak provano a infiammare la gara con due conclusioni da fuori area ma senza successo.

Ci riesce invece la stanchezza che nel finale allunga le due formazioni e così arrivano anche le occasioni con la Samp pericolosa al 34′ prima con Linetty da sinistra, respinta di Perin e poi da fuori con Torreira ma Perin è ancora attento e blocca. Il Genoa risponde conquistando il suo primo corner solo al 37′ ma sul colpo di testa di Zukanovic l’intervento di Rigoni viene stoppato dall’assistente che segnala un fuorigioco.

La Samp spinge ancora e Quagliarella colpisce l’esterno della rete, tiro deviato, dando l’illusione del gol. Ballardini si gioca così negli ultimi minuti la carta Galabinov ma non basta a cambiare una gara che si chiude così a reti inviolate.

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