Serie A, no rinvio per lutto nazionale di Genova. Salvini voleva lo stop, e non solo lui

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 agosto 2018 15:14 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2018 17:41
Serie A, niente rinvio per lutto nazionale di Genova. Salvini voleva lo stop, e non solo lui

Serie A, no rinvio per lutto nazionale di Genova. Salvini voleva lo stop, e non solo lui (foto Ansa)

ROMA – Oggi, sabato 18 agosto, comincia il campionato di serie A: ma non sarebbe stato meglio sospenderlo per rendere omaggio alle vittime di Genova? L’idea di Salvini è stata sposata dalla Figc e da alcuni protagonisti del mondo del calcio (l’ultimo è stato l’allenatore del Torino Mazzarri) ma non dalla Lega Calcio, che ha disposto il rinvio delle partite di Genoa e Sampdoria ma non quello delle altre gare [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Forse la coincidenza del calcio d’inizio con la giornata di lutto nazionale e dei funerali di Stato avrebbe dovuto indurre a una decisione diversa. In un giorno in cui si ferma l’Italia perché non fermare anche il dio Pallone? D’altro canto, giocare può essere un segnale importante per far ricominciare la vita quotidiana, per ripartire dopo la sciagura.

Sampdoria-Fiorentina il 19 settembre, Milan-Genoa il 31 ottobre. A metà tra la decisione di rinviare le due partite delle squadre di Genova e i funerali per le vittime del crollo del ponte Morandi, la Lega di serie A fissa le date dei due recuperi e implicitamente conferma la sua decisione di ieri: due match rinviati, ma il resto del campionato si gioca, la serie A parte con Chievo-Juve. Fanno una scelta diversa Lega Pro e Serie D che scelgono di fermarsi, rinviando le partite di Coppa Italia in programma nel fine settimana.

Mentre Salvini si esprime per lo stop di tutto il campionato e il commissario Fabbricini prima va controcorrente rispetto alla decisione della Lega poi precisa, anche il calcio si divide sulla scelta di non fermare il campionato. A far tornare in mente l’idea di bloccare tutto in segno di rispetto per le decine di vittime del crollo del ponte Morandi, ancora prima di Salvini, erano stati in sequenza Nicchi e soprattutto Roberto Fabbricini. “Uno stop di riflessione ci vorrebbe”, aveva detto in mattinata il commissario Figc, Roberto Fabbricini, facendo aleggiare l’ipotesi di un ripensamento, peraltro sostenuta dal ministro Salvini. In casi precedenti, il campionato non si era fermato per tragedie come il terremoto di Amatrice, uno stop era stato deciso per la morte di Astori ma per volontà dei calciatori, non della Lega o dei club.

“Sarebbe doveroso che anche il campionato si fermasse”: a metà giornata è arrivato anche il messaggio del ministro Salvini. Intervento pesante, ma che non ha fatto cambiare idea a Micciché, presidente dei club di A: semmai, a via Rosellini non era passato inosservato l’intervento controcorrente di Fabbricini. E infatti, dopo qualche ora, e non senza qualche imbarazzo tra Lega A e Coni, Fabbricini ha precisato il suo pensiero: “Il calcio farebbe la sua parte di fronte a una giornata di lutto in cui tutte le attività ludiche fossero sospese”, ha sottolineato, dando atto alla Lega “di aver dimostrato la propria sensibilità” nei confronti delle vittime e del dolore di Genova rinviando le gare delle due squadre genovesi”.

L’idea di non far disputare in toto la prima giornata è rimasta quindi tale e nel pomeriggio la Lega di A ha comunicato le date dei recuperi delle due partite per le quali i presidenti dei club genovesi avevano chiesto il rinvio. Intanto, le posizioni dei protagonisti divergevano. “Noi ci adeguiamo, giocheremo nel giorno del lutto nazionale. Così hanno deciso, lo faremo nel rispetto e nella vicinanza a chi ha subito la tragedia”, ha commentato Massimiliano Allegri, allenatore della Juve che sarà la prima a scendere in campo, a Verona contro il Chievo, per l’attesissimo esordio di Cristiano Ronaldo. “Su cosa è successo ci sono poche parole da dire, quelle dette sono tutte superflue. Sono tutti bravi a parlare, credo che ci sia molto da fare”, ha aggiunto non senza polemica il tecnico livornese.

Secondo il collega della Lazio, Simone Inzaghi, sarebbe stato giusto fermarsi. “Domani osserveremo un minuto di silenzio ma non sarà sufficiente perché ci sono immagini che hanno colpito tutti, ma ci hanno detto che si giocherà e giocheremo”. Anche il presidente degli arbitri, Marcello Nicchi, era favorevole ad uno stop completo.

“Penso che giocare con il lutto al braccio sia un segnale forte”, ha sottolineato invece il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi. D’accordo il n.1 dell’Associazione allenatori Renzo Ulivieri: “Le partite di Genoa e Samp andavano fermate e quanto a giocare domani che è lutto nazionale… ci sarà anche tanta gente che andrà al mare”.

Mi adeguo alla volontà della Lega calcio, ma di fronte a una tragedia di questo genere potevamo stare fermi tutti, non solo le partite con Samp e Genoa”. Così l’allenatore del Torino, Walter Mazzarri. “Con forte dolore – ha proseguito il tecnico granata – dobbiamo rispettare quello che dobbiamo fare, ma voglio fare le condoglianze a tutte famiglie colpite dalla sciagura”.