Serie A, le società prendano meno soldi e giocheranno alle 15

Pubblicato il 1 Febbraio 2012 12:10 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2012 12:10
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L'allenatore della Juve Antonio Conte (Lapresse)

ROMA – Il gelo blocca gli stadi e i giocatori in campo nemmeno entrano. Succede che gli allenatori sbottano, le società si lamentano e si alza il polverone sul calendario che impone il turno infrasettimanale in orario serale: eppure se le squadre accettano di prendere meno soldi possono di certo giocare alle 15, quando c’è meno freddo.

“Rinvio per neve”, è la motivazione ufficiale del rinvio di Parma-Juventus il 31 gennaio e probabilmente lo stesso messaggio darà lo stop anche ad altri incontri della ventesima giornata di Serie A, dopo Bologna-Fiorentina e Siena-Catania (a rischio Novara-Chievo e Udinese-Lecce).

La bufera arriva solo ora per quelle partite programmate tra gennaio e febbraio in “notturna”, eppure, quando le tv sganciano più soldi alle società che giocano quando è già buio, nessuno alza i toni. Nessuno protesta dei calendari e degli orari serali, visto che fanno più audience e girano così più quattrini.

C’è da dire che i giorni della merla, i più freddi dell’anno, sono abbondantemente previsti dal meteo già da tempo. Così, appena arriva l’annuncio del rinvio di Parma-Juventus è iniziato il ping-pong di accuse e repliche.

Apre il dibattito Delio Rossi della Fiorentina: ”Non è il massimo della vita giocare sottozero, la sera”. Maurizio Beretta della Lega Calcio di serie A commenta: ”Il calendario è praticamente obbligato, gli impegni internazionali e le competizioni nazionali le conosciamo tutti”.

”E’ un calendario che ricalca quello di altri Paesi. E poi non conta se la gara sia in notturna o meno, se c’è neve che cambia se l’orario d’inizio è pomeridiano? D’altra parte noi siamo convinti che la sicurezza di spettatori e giocatori sia il punto di riferimento, cosi’ come continuiamo a ritenere che una nuova generazione di stadi potrebbe dare un contributo importante”, sottolinea.

Il problema stadi agita anche l’ad della Juve, Beppe Marotta. ”E’ assurdo che si giochi in impianti così obsoleti e fatiscenti. E’ ora che la politica si muova, per promuovere la nuova legge sugli stadi. Non è possibile che ci rimetta sempre lo spettacolo del calcio”, lamenta Marotta, come a far notare che nel proprio Juventus Stadium la squadra bianconera ha giocato regolarmente, sabato sera, contro l’Udinese nonostante la neve.

La pensa come Beretta il presidente della Lega di B, Andrea Abodi: “Quando si fanno i calendari ad agosto è impossibile prevedere se nevicherà a fine gennaio o a febbraio e persino a marzo. E neanche conta se si giochi in notturna o meno”, spiega pur ammettendo che “la questione andrà affrontata perché non possiamo costringere i tifosi a certi sacrifici.

Polemico l’ad del Parma, Pietro Leonardi: “Alle 20 ho accettato la decisione anche se oggi siamo qui tutti a parlare. Nessuno ha avuto niente da dire in occasione di Parma-Palermo (il 4 dicembre scorso, ndr), nonostante ci fosse la nebbia”. Allora “non c’erano certo le condizioni per giocare”, rileva Leonardi.

Vicino a Delio Rossi, il collega bianconero Antonio Conte, che polemizza: “E’ impossibile che, con i mezzi che ci sono a disposizione oggi, si debba rinviare una partita del genere. Si poteva giocare alle 15”.

Il presidente dell’Associazione calciatori, Damiano Tommasi, invita a soluzioni condivise: “Purtroppo nel calcio italiano, nelle scelte l’aspetto sportivo passa sempre in secondo piano, o anche piu’ in la’. Per questo anche nella questione dei calendari si fanno tanti errori: sarebbe meglio condividere le decisioni con giocatori e allenatore. Gli impegni effettivamente sono tanti, ma se la Lega parlasse con noi per i calendari, magari ne uscirebbe una programmazione migliore. E comunque, con una decisione condivisa, perlomeno non ci sarebbero tante lamentele”.