Slovacchia-Italia 3-2: Azzurri fuori dal Mondiale

Pubblicato il 24 giugno 2010 15:49 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2012 10:57

La slovacchia ha battuto 3-2 l’Italia in una partita del girone F. Italia fuori dal Mondiale. Ecco la cronaca minuto per minuto.

ITALIA (4-3-3) Marchetti; Zambrotta, Chiellini, Cannavaro, Criscito; Gattuso, De Rossi, Montolivo; Di Natale, Iaquinta, Pepe.

SLOVACCHIA (4-2-3-1): Mucha; Pekarik, Skrtel, Durica, Zabavnik; Strba, Kucka; Stoch, Hamsik, Jendrisek; Vittek.

96′ Partita finita. Italia fuori dal Mondiale.

93′ Doppio cambio per la Slovenia. Fuori Jendrisek e dentro Petras.

92′ GOL DELL’ITALIA: PALLONETTO DI QUAGLIARELLA.

90′ Quattro minuti di recupero.

88′ TERZO GOL DELLA SLOVACCHIA. PALLONETTO VINCENTE DI KOPUNEK.

86′ Cambio per la Slovacchia. Fuori Strba e dentro Kopunek.

83′ GOL ANNULLATO ALL’ITALIA PER FUORIGIOCO (da rivedere). Traversone di Di Natale e tocco di Quagliarella).

82′ Assedio dell’Italia. La Slovacchia ha accusato il colpo.

80′ GOL DELL’ITALIA: DI NATALE. Poi confusione e scontro fisico tra Quagliarella e Mucha (ammoniti).

73′ RADDOPPIO DELLA SLOVACCHIA: ANCORA VITTEK, DI DESTRO. IN EVIDENTE RITARDO CHIELLINI.

65′ Occasione per l’Italia. Destro di Quagliarella e salvataggio (dubbio) sulla linea da un difensore. Traversone di Pepe.

65′ L’Italia si affida ai lanci ma non sfonda. La Slovacchia tiene e quando può si fa pericolosa in contropiede.

62′ Destro di Di Natale dal limite, Mucha para in due tempi.

59′ L’Italia cerca disperatamente il pareggio, ma la manovra è disordinata.

55′ Ultimo cambio per l’Italia. Dentro Pirlo e fuori Montolivo.

55′ Occasionissima per di natale che di destro, da buonissima posizione, calcia a lato.

54′ Italia spavantata, sbaglia anche le cose più semplici.

48′ Ammonito Pekarik (Slovacchia).

Ricomincia con due cambi per l’Italia. Dentro Maggio e Quagliarella e fuori Criscito e Gattuso.

48′ Primo tempo terminato. Slovacchia avanti 1-0. Dovesse finire così, Italia fuori dal Mondiale.

47′ Slovacchia vicina al raddoppio. Destro di Kucka e palla fuori di un soffio.

45′ Tre minuti di recupero.

42′ Intervento di Gattuso su Strba. Per lo slovacco un profondo taglio sul ginocchio. Ma resta in campo.

40′ La Slovacchia rischia l’autogol ori con un colpo di testa si Skrtel.

39′ Ammonito Wittek (Slovacchia).

37′ Ci prova Montolivo dal limite, palla fuori bersaglio.

34′ Strba dalla lunghissima distanza, Marchetti si salva in angolo.

33′ Italia in difficoltà. Si spinge in avanti ma con troppa confusione.

30′ Ammonito Cannavaro (Italia)

27′ La Slovacchia prende coraccio. l’Italia si difende come può.

23′ Gol della Slovacchia: segna Vittek su un gravissimo errore di De Rossi.

20′ Italia all’attacco. Iaquinta ha qualche buono spunto, la Slovacchia sembra concedere qualche cosa.

11′ La Nazionale di Lippi ci prova da sinistra con Criscito, ma non trova spazi. Iaquinta un po’ troppo lontano dalla porta.

6′ OCCASIONE PER LA SLOVACCHIA: SINISTRO DI HAMSIK DALL’ALTEZZA DEL DISCHETTO DEL RIGORE MA SINISTRO AL VOLO FUORI BERSAGLIO.

5′ L’Italia prova a fare la partita. La Slovacchia tiene bene il campo.

1′ Di Natale dalla lunga distanza tenta di sorprendere Mucha. Palla alta sopra la traversa.

Inizia la partita. batte la Slovacchia.

mbrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito; 8 Gattuso, 6 De Rossi, 22 Montolivo; 7 Pepe, 9 Iaquinta, 10 Di Natale (18 Quagliarella). (14 De Sanctis, 2 Maggio, 23 Bonucci, 13 Bocchetti, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 21 Pirlo, 15 Marchisio, 11 Gilardino, 20 Pazzini, 18 Quagliarella o 10 Di Natale). All. Lippi.

SLOVACCHIA (4-5-1): 1 Mucha, 22 Petras, 3 Skrtel, 16 Durica, 2 Pekarik, 7 Weiss, 20 Kopunek, 17 Hamsik, 6 Strba, 9 Sestak, 11 Vittek. (12 Pernis e 23 Kuciak portieri, 5 Zabavnik, 4 Cech 8 Kozak, 21 Salata, 14 Jakubko, 15 Stoch, 10 Sapara, 18 Jendrisek, 13 Holosko, 19 Kucka). All. Weiss.

Arbitro: Webb (Ing)

Quote Snai: 1,50; 3,85; 7,00.

Attesa sfida tra Italia e Slovacchia nella fase eliminatoria del gruppo F. Unico precedente tra le due nazionali dodici anni fa dopo l’amichevole di Catania del 28 gennaio 1998, vinta dagli azzurri per 3-0 con le reti, tutte nella ripresa, di Timko (autogol) al 49′, Del Piero al 53′ e Di Matteo al 64′.

Tre gli esordi di quel giorno in azzurro: Luigi Di Biagio che partì titolare, venendo sostituito al 55′ da Sandro Cois, e Francesco Moriero, che subentrò al 46′ a Di Livio. L’Italia ha giocato 12 volte le terze partite del girone ai Mondiali. Il bilancio azzurro è positivo grazie a 6 vittorie (3-0 sulla Svizzera nel 1962, 1-0 sull’ Argentina nel 1978, 3-2 sulla Corea del Sud nel 1986, 2-0 sulla Cecoslovacchia nel 1990, 2-1 sull’Austria nel 1998 e 2-0 sulla Repubblica Ceca nel 2006), 4 pareggi (0-0 contro Israele nel 1970, 1-1 contro il Camerun nel 1982, 1-1 contro il Messico nel 1994, 1-1 con il Messico nel 2002) e 2 sconfitte (0-1 dalla Corea del Nord nel 1966, 1-2 dalla Polonia nel 1974). La Slovacchia è l’unica esordiente a Sudafrica 2010.

Prima di questa edizione della rassegna iridata erano state 78 le nazionali che avevano preso parte almeno una volta ai Mondiali di calcio, di cui 33 provenienti dall’Europa, continente che ha dato più squadre alla competizione. L’Italia gioca il 24 giugno per la quarta volta nella sua storia centenaria: non ha mai ha pareggiato, ottenendo 1 vittoria e 2 sconfitte. In ordine cronologico si ricorda: nel 1956 la sconfitta per 0-1 contro l’Argentina in un’amichevole giocata a Buenos Aires con rete di Conde al 65′; nel 1978 azzurri battuti – come visto sopra – 1-2 dal Brasile nella finale terzo/quarto posto dei Mondiali di Argentina a Buenos Aires: azzurri in vantaggio al 38′ con Causio, pari al 64′ di Nelinho, rete decisiva al 71′ di Dirceu; infine la gara di Euro 2000 vinta dagli azzurri per 2-0 sulla Romania a Bruxelles, con marcature di Totti al 33′ e Pippo Inzaghi al 43′, ai quarti di finale.

Il 24 giugno sono stati due i debutti azzurri, entrambi nel 1956, che hanno riguardato il bolognese Pozzan ed il fiorentino Prini. L’Italia è imbattuta al Mondiale da 9 partite: cinque vittorie e quattro pareggi è la sequenza positiva azzurra, ancora aperta, ai Mondiali. L’ultima sconfitta azzurra al torneo iridato risale al 18 giugno 2002, 1-2 ai supplementari contro la Corea del Sud, complici le nefandezze dell’arbitro ecuadoriano Byron Moreno.

È l’ora di Pepe, Iaquinta e i ragazzi del coro azzurro. Di Totò Di Natale. Molto probabilmente. Forse. Ma non di sicuro. Marcello Lippi blinda non solo la nazionale, ma anche le sue idee sul tridente d’attacco che domani contro la Slovacchia dovrà sbloccare l’Italia, per superare l’ostacolo ed approdare agli ottavi di finale invertendo la rotta. «Ho deciso, e sulla base di tanti fattori: ma non della stanchezza», l’unica apertura del commissario tecnico. Appurato che nel ritiro azzurro «anche i muri hanno orecchie» – come ha detto il ct tre giorni fa – la sottile guerra psicologica con il mondo esterno si è arricchita oggi di una nuova puntata. Allenamento a porte chiuse sul campo del Southdowns College, e non all’Ellis Park, come da permesso Fifa. E poi prove di tridente senza alcuna certezza. Al riparo da occhi indiscreti, gli azzurri si sono schierati con un 4-3-3 che contava tra i titolari in avanti prima Pepe-Pazzini-Quagliarella, con Iaquinta poi alternato a Pazzini; poi Pepe-Iaquinta-Di Natale. Così questa volta neanche chi è stato protagonista delle prove è riuscito a capire l’orientamento del ct: un tridente o l’altro? Oppure ancora un mix tra i due? Non è un caso che sette su undici azzurri chiamati a scendere in campo domani siano sicuri (la difesa delle prime due partite, il centrocampo a tre Gattuso-De Rossi-Montolivo, con Pirlo pronto a subentrare) e tra loro non vi sia neanche un attaccante. L’unica indicazione è che Gilardino dovrebbe aver esaurito le sue chance. Non resta che la logica, per decifrare la ‘sfingè Lippi. Il 4-3-3 azzurro non è mai stato uno schema zemaniano: uno degli esterni è sempre un centrocampista offensivo, capace di arretrare sulla linea per fare un centrocampo a quattro. Camoranesi no (anche oggi provato tra i tre in mezzo al campo), piuttosto Pepe. Piazzare Iaquinta centrale e Di Natale esterno consentirebbe ai due ex Udinese di incrociare, e questa sembra soluzione più gradita che non restituire al 10 azzurro la posizione originaria che lo ha portato a conquistare il titolo di capocannoniere in serie A: centravanti di movimento. Iaquinta al centro dell’attacco (nonostante un piccolo indolenzimento muscolare) è un’altra mezza certezza. E allora Quagliarella e Pazzini? Soprattutto il primo è la tentazione di Lippi. Tutti e due insieme sono i possibili cambi (il terzo è Pirlo) se la maledizione del gol non terminerà. Forse.

Marcello Lippi è carico: «Voglioso, come tutta la squadra. È questo l’aggettivo giusto per noi». Con una vittoria l’Italia è sicuramente qualificata per gli ottavi, ma potrebbe bastare anche un pareggio. «Non vogliamo parlare delle tensioni e delle dichiarazioni in arrivo dall’Italia, vogliamo invece pensare a migliorare per passare il turno e fare bene a lungo in questo mondiale. Sì, ce la possiamo fare: il cuore e lo spirito sono ancora quelli del mondiale 2006». Fiato e piedi però no. Su questo non si discute. «Siamo consapevoli di non avere fatto benissimo finora, dobbiamo migliorare. Il dispiacere di non avere vinto con la Nuova Zelanda, come avremmo meritato, ha condizionato tre giorni di lavoro: ma ora è superato. Qualcuno dice che ieri la squadra ha dato vita al migliore allenamento da quando siamo qui: io rispondo, pensate che lo consideravo di recupero dopo la fatica della doppia partita». Lippi ammette tuttavia che il gioco d’attacco, più che la Lega, è il suo tormento: «Da quando qui lavoriamo per velocizzare il gioco, per arrivare alla conclusione più rapidamente ed efficacemente. Su quello tutti ci rendiamo conto che dobbiamo migliorare».

SCOMMESSE: Giornata decisiva per l’Italia all’Ellis Park di Johannesburg: contro la Slovacchia, l’imperativo è portare a casa i tre punti per evitare rischiose combinazioni con l’altra partita del girone F tra Paraguay e Nuova Zelanda. Le quote dicono ancora una volta azzurri, bancati sulla lavagna Snai a 1,50. Un altro pareggio è offerto a 3,85, mentre la vittoria slovacca è a 7,00. Il basso rendimento tenuto fin qui dai due attacchi sbilancia i favori dalla parte dell’Under, nettamente avanti a 1,60 sul 2,15 dell’Over. In vantaggio anche il No Goal (1,70, Goal a 2,00), mentre tra i risultati esatti si fanno avanti lo 0-1 e lo 0-2 entrambi a 5,50.

Italia testa o croce: il cammino mondiale degli azzurri potrebbe essere decretato dal sorteggio. Lo spauracchio della sorte a decidere chi andrà agli ottavi fra Italia e Nuova Zelanda, finisce sul tabellone dei bookmaker esteri: le possibilità sono remote (serve che gli azzurri e la Nuova Zelanda pareggino l’ultima, restando in parità anche nella differenza reti) e i bookie, riferisce Agipronews, propongono una quota da brividi. Trenta volte la scommessa. Ma a tremare non è solo l’Italia: al sorteggio andrebbe il Paraguay (stavolta con la Slovacchia, e sempre in caso di uguale differenza reti), perdendo l’ultima gara in concomitanza con un ko degli azzurri.

L’AVVERSARIO: «Ho una grande ammirazione per Lippi, ma vogliamo sorprendere l’Italia con la nostra audacia». Dopo un avvio di mondiale non certo brillante, il ct Wladimir Weiss e la sua Slovacchia si giocano tutto contro l’Italia, all’Ellis Park di Johannesburg, tempio del rugby prestato al calcio. Nella sfida all’Italia la Slovacchia ha un solo risultato a disposizione e non potrà fare troppi calcoli. E se il marchio di fabbrica della Slovacchia (vincente nelle qualificazioni, fallimentare nelle prime due uscite sudafricane) è difesa e contropiede, contro l’Italia la squadra potrebbe cambiare un pò la sua filosofia e provare a non farsi schiacciare da una squadra che è altrettanto costretta a vincere. «Sono campioni del mondo – ha detto Weiss – e sono sotto pressione, forse avranno qualche timore: io penso che il nostro coraggio e la nostra convinzione di giocare bene ci può portare fortuna: anche un dettaglio può decidere la partita. Noi ovviamente dovremo giocare benissimo, attaccheremo un pò di più rispetto alle altre due partite e faremo meno errori in difesa». Rispetto alla formazione che ha affrontato il Paraguay ci sarà qualche cambiamento: uno di questi dovrebbe essere l’impiego dal primo minuto di Martin Petras, il difensore del Cesena rimasto fin qui in panchina. Weiss punta molto sulla motivazione degli ‘italianì della sua nazionale. L’altro è Marek Hamsik, fin qui molto al di sotto del suo livello. Il centrocampista del Napoli sarà chiamato alla partita forse più importante e delicata della sua carriera. «Hamsik non mi ha mai deluso – ha detto il ct – ecco perchè è il capitano: per me è uno dei migliori giocatori, le sue e le mie aspettative sono le stesse e tutti pensiamo che sia in piena forma. Spero che domani possa brillare». Lo scorbutico ct slovacco ha avuto giorni tesi e nervosi in vista della partita decisiva. Sommerso di critiche dalla stampa del suo paese, avrebbe anche, secondo quando denunciato dall’Associazione internazionale della stampa sportiva, minacciato di violenza fisica un giornalista slovacco, autore di una domanda sgradita. «Sono rammaricato per questo episodio ma non chiedo scusa – ha detto – io sono qui perchè credo che il calcio sia una cosa bella, mentre alcuni giornalisti diffondono un sentimento di disagio». Per questo ha cercato di tenere alla larga da taccuini e telecamere i suoi giocatori, ha cambiato in continuazione gli orari degli allenamenti e non ha caricato più di tanto il lavoro fisico dei suoi. Per affrontare l’Italia si baserà anche sui suoi ricordi di giocatore: a Italia ’90 faceva parte di quella nazionale cecoslovacca che Schillaci e Baggio trafissero all’Olimpico. «È stata un ‘esperienza bellissima – ha ricordato – e quella partita è stata molto difficile, perchè l’Italia giocava in casa, i suoi giocatori erano emozionati, dovevano vincere. Sappiamo bene che è difficile giocare contro i grandi giocatori, ma anche l’Italia può commettere degli errori. E per la partita di domani bisognerà vedere anche chi sarà più preparato mentalmente».

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