Mondiali, tifosi uccisi in Somalia: “Il calcio non è uno sport per retti musulmani”

Pubblicato il 14 Giugno 2010 20:26 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2010 20:30
Guardavano in tv Argentina-Nigeria: sono stati uccisi dai talebani somali, che considerano il calcio una passione da infedeli da bandire nella nuova società che i fanatici musulmani stanno costruendo nel Corno d’Africa a colpi di barbarie.

E’ successo sabato scorso, nel quartiere di Huruwaa, zona nordorientale di Mogadiscio, controllata dal movimento Shebab. Dodici appassionati di calcio si erano ritrovati per seguire la partita fra la nazionale di Maradona e quella africana, decisa dal gol di Heinze.

Credevano di essere al sicuro, invece sono stati scoperti dauna banda di miliziani che, con una raffica di kalashnikov, hanno assassinato due dei ragazzi, non appena hanno tentato al fuga. Tutti gli altri sono stati arrestati e saranno giudicati daltribunale islamico.

Lo sceicco Abu Yahya Al Iraqi, prima che iniziasse il mondiale, era stato intransigente: “Il calcio discende dalle antiche culture cristiane e la nostra amministrazione islamica non permetterà mai alla gente di seguirlo”.

E un altro sceicco, Mohamed Ibrahim, ha dichiarato all’agenzia France Presse: ” Il calcio è unaperdita di tempo. Se qualcuno vuole esercitarsi può farlo per contosuo, ma andare al cimema e guardare le partite è viettao dall’Islam. Ilcalcio è stato creato per accecare le giovani generazioni e impedireche preghino Allah”.