Spiegel: Germania comprò voti per ospitare Mondiali 2006

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Ottobre 2015 19:14 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2015 19:14
Spiegel: Germania comprò voti per ospitare Mondiali 2006

(foto LaPresse)

BERLINO – La Germania avrebbe comprato 4 voti decisivi della Fifa per organizzare i mondiali del 2006. A scriverlo è il  settimanale tedesco ‘Spiegel’ secondo cui sarebbero stati utilizzati fondi neri del comitato presieduto da Franz Beckenbauer. Il n.1 della Federcalcio, Wolfgang Niersbach, ha già ammesso irregolarità per un pagamento di 6,7 mln alla Fifa. E che qualcosa di credibile ci sia nello scoop dello Spiegel lo fa capire indirettamente la Federcalcio tedesca che ha già aperto un’inchiesta.

Il comitato promotore, secondo il settimanale,  avrebbe creato vero e proprio un fondo nero nel quale sarebbero confluiti 6,7 milioni versati dall’ex amministratore delegato dell’ Adidas, Robert Louis Dreyfus. Una mazzetta versata subito prima della decisione del 6 luglio 2000 Fifa di assegnare la Coppa del Mondo alla Germania.

Una parte dei 6,6 milioni sarebbe stata usata per  comprare quattro voti dei rappresentanti asiatici del comitato esecutivo della Fifa. Non a caso, per l’assegnazione di quei mondiali il grande favorito era il Sudafrica (che poi ospitò l’edizione successiva). Ma quei mondiali vennero assegnati alla Germania con un solo voto di scarto, 12-11. Con il sospetto, a distanza di oltre 15 anni, che 4 di quei voti siano stati comprati.

Non sono tempi felici per l’immagine della Germania. Dopo lo scandalo Volkswagen dei motori diesel truccati, che ha colpito l’orgoglio dell’industria automobilistica tedesca, la più importante del paese, ecco un’altra tegola che cade su una federazione calcistica che peraltro al momento si fregia del titolo di campione del mondo. Se le accuse verranno confermate, sarà una brutta botta. I condizionali sono d’obbligo, perché tutto si fonda su un’inchiesta del settimanale di Amburgo, che nella sua anticipazione non ha citato fonti.

C’è però agli atti un comunicato del presidente della federazione calcio tedesca (Dfb), Wolfgang Niersbach, nel 2006 vice di Beckenbauer nel comitato organizzatore, che ammette irregolarità in un pagamento alla Fifa di 6,7 milioni di euro. La cifra è importante perché, secondo lo Spiegel, i fondi neri vennero creati attraverso una donazione privata, avvenuta prima del voto decisivo del 6 luglio 2000, di 10,3 milioni di marchi svizzeri (allora 13 milioni di marchi tedeschi) da parte del capo di Adidas Robert Louis-Dreyfus. Quando nel 2005 Louis-Dreyfus chiese i soldi indietro, il comitato organizzatore trovò il modo di restituire di nascosto il denaro.

Il settimanale cita documenti confidenziali, che certificherebbero il passaggio di 6,7 milioni di euro dal comitato organizzatore tedesco a un conto ginevrino della Fifa e, da qui, a quello di Zurigo di Louis-Dreyfus. Come causale, un’invenzione: il pagamento di una quota per la cerimonia di inaugurazione all’Olympiastadion di Berlino. Fu una bella edizione, quella tedesca: oltre all’organizzazione perfetta, la Germania riuscì a dare di sé un’immagine moderna, di un paese aperto e ospitale, stretto attorno alla sua nazionale multietnica e capace di sorridere anche di fronte alla sconfitta più amara, quella sul campo con gli Azzurri nella semifinale di Dortmund. Ora anche quelle magiche notti estive tedesche potrebbero essere cancellate da uno scandalo