Sport italiano, l’anno d’oro, mattatori: Jacobs, Mancini, Berrettini ,Sonny Colbrelli e Ganna, Ferrari purtropo no

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 2 Gennaio 2022 18:22 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2022 18:22
Sport italiano, l'anno d’oro, mattatori: Jacobs, Mancini, Berrettini ,Sonny Colbrelli e Ganna, Ferrari purtropo no

Sport italiano, l’anno d’oro, mattatori: Jacobs, Mancini, Berrettini ,Sonny Colbrelli e Ganna, Ferrari purtropo no

Per lo sport italiano, è stato un anno tutto d’oro. Incredibile. Irripetibile? Calma. Lo sport italiano è una miniera di sorprese. Aspettiamocene altre.

Il 2021 ce lo ha insegnato. Con un bottino di successi da record. E i record son fatti  per essere battuti. O no?

Certo, è stato un anno di tutti dieci. All’appello dei trionfi è mancata solo la Ferrari. Ma la Rossa – nel 2022 compie 75 anni – sta preparando un buon “ritorno“. Tutto il resto è stata una magia. Ogni mese una impresa. Da gennaio a dicembre.

L’Italia dello sport ha cominciato l’anno a Auckland con il fantastico team di Luna Rossa (vittoria nella Prada CUP).

Ed ha concluso a dicembre con due botti fragorosi. Alessandro Miressi, oro iridato nei 100 s.l. in vasca corta ad Abu Dhabi. E Dominik Paris, settimo trionfo  a Bormio nella “sua” Stelvio, con una discesa nella storia e 21esimo successo in Coppa del mondo. E bividi blu c’è li hanno dati anche la nuova “valanga rosa, Sofia Goggia in testa.

Negli altri dieci mesi la magia è continuata. Con due acuti sorprendenti. A luglio gli azzurri di Mancini hanno sbancato a Wembley gli inglesi conquistando l’Europeo di  calcio che mancava dal 1968.

Ad agosto la super perla alle Olimpiadi di Tokyo.

Vittoria nei 100 e nella staffetta trascinati da un sontuoso Marcell Jacobs, primo italiano a disputare (e a vincere) una finale olimpica dei cento. Una Olimpiade memorabile con dieci ori tra cui quello, bellissimo, di Gimbo Tamberi. Ori che sommati ai 14 delle Paralimpiadi danno la misura  della andata storica.

E non dimentichiamoci del maggio di Ganna al Giro, del luglio di Berrettini ( finalista a Wimbledon), del settembre  del “Trio Medusa” – Ambra, Martina,Monica –  mattatrici paralimpiche di una staffetta super nella velocità  che ha completato il miracolo dei maschi  normodotati guidati da Marcell Jacobs. E c’è pure il settembre del volley, maschile e femminile, a Belgrado (4) e Katowice (19) protagonisti Alessandro Michielotto e Paola Egonu. In due settimane l’Italia è salita sul tetto d’Europa due volte.

E poi c’è l’ottobre di Sonny Colbrelli

Entra nella storia del ciclismo  vincendo la più suggestiva delle classiche,cioè la Parigi-Roubaix. E c’è l’ottobre di Nicola Bartolini , oro iridato in ginnastica artistica ai Mondiali di Kitakyushu (Giappone). L’ultimo azzurro iridato nel corpo libero era stato Menichelli nel 1966.

Dodici mesi che si sono chiusi coni ritiri dall’agonismo di due icone dello sport tricolore: Federica Pellegrini e Valentino Rossi. Due  monumenti che si sono convinti ad accettare la legge del tempo. Ma non li perderemo di vista.