Stendardo lancia l’allarme: “In Italia 6 ex calciatori su 10 sono a rischio povertà”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2019 19:11 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2019 19:11
Stendardo ex calciatori a rischio povertà ecco perché

Stendardo quando giocava a calcio con la maglia dell’Atalanta (foto Ansa)

ROMA – Guglielmo Stendardo, ex calciatore, avvocato dal 2012 e docente alla Luiss in diritto sportivo, è stato intervistato da Marco Lobasso per Leggo per parlare di un fenomeno che riguarda diversi giocatori dopo il loro ritiro dall’attività agonistica: «In Italia 6 ex calciatori su 10 sono a rischio povertà».

Riportiamo di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Stendardo a Leggo: «In Italia il giovane calciatore tende a trascurare l’istruzione e non si preoccupa di studiare e formarsi per il futuro. Quasi sempre, tra i 20 e i 35 anni, pensa a giocare solo al calcio. In più, fino a quando è in attività, tende a seguire un tenore di vita alto che i buoni guadagni gli permettono. Il ridimensionamento, poi, è complicato e iniziano i disastri.

È chiaro che non è solo un problema di istruzione e di tenore di vita esagerato – continua Stendardo -; nelle crisi finanziarie di tanti colleghi incidono anche i costi sanitari alti che i calciatori devono sostenere a fine carriera e la scarsa attenzione che mettono verso i problemi del Fisco.

La scelta di un commercialista preparato e affidabile è alla base nell’attività del calciatore, sia dei big sia dei tanti atleti di serie B e di Prima divisione. Si tende ad attribuire poca importanza ai problemi fiscali, invece sono fondamentali. Trascurandoli tornano ingigantiti negli anni a venire e diventano micidiali.

In troppi trascurano le più elementari regole degli investimenti. Spesso sono errori grossolani di valutazione, ma di frequente sono anche scelte di manager e agenti senza scrupoli che non fanno gli interessi dei giocatori ma li conducono a rovine finanziarie.

Serve una rivoluzione culturale. Non è possibile che il 70% dei nostri giocatori abbia la terza media e solo l’1% sia laureato. Inoltre, serve un fondo di accantonamento per almeno 5 anni per dare serenità economica agli ex calciatori che iniziano una nuova attività; serve creare polizze vita che offrano rendite vitalizie per gli atleti. Spero che Figc e Lega vogliano imboccare questa strada, fondamentale per il futuro dei calciatori italiani. E bisogna fare presto, i dati sono già drammatici» (fonte Marco Lobasso per Leggo).