Sbk a Monza, dirigenti sapevano del pericolo? Intercettazioni: “Non dire nulla”

Pubblicato il 4 Luglio 2012 19:49 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 19:51

superbikeMONZA – Cadevano l’uno dopo l’altro sempre nello stesso punto. E succedeva a piloti professionisti ed esperti come Max Biaggi o Marco Melandri. Così la Procura di Monza ha aperto un’inchiesta sulla sicurezza nell’autodromo ipotizzando che qualcosa, durante la gara di superbike del 6 maggio, non fosse andato come doveva. E l’inchiesta, intercettazioni alla mano, a distanza di un paio di mesi inizia a dare i suoi frutti. Il Corriere della Sera, infatti, sul suo sito riporta l’audio delle intercettazioni telefoniche dei momenti della gara. A parlarsi sono il direttore dell’autodromo, il responsabile delle gara e quello della pista.

“Mi hanno chiamato in direzione gara, vado a sentire” dice uno degli interlocutori evidentemente convocato per le continue cadute. “Stefano – risponde l’altro – eventualmente noi scopriamo la cosa adesso. E’ l’unica cosa che possiamo fare. Ma se loro non lo tirano fuori, tu non dire niente”. 

La storia comincia il 6 maggio: a Monza si deve correre e si corre una gara del mondiale di Superbike. Il tempo è capriccioso, si alternano pioggia e sole. E i motociclisti, come talvolta succede in gara o in qualifica, scivolano. Solo che a Monza succede qualcosa che proprio normale non sembra perché i motociclisti cadono uno dopo l’altro tutti nello stesso punto. Il sabato scivola Max Biaggi (ascoltato come testimone nell’inchiesta qualche giorno fa), durante la gara, a distanza di pochi giri, vanno giù Melandri, Hopkins e Salom.

L’inchiesta parte proprio da là, dai dubbi che nascono per le troppe cadute. Ora le intercettazioni aprono una luce nuova su quanto accaduto.