Tachtsidis criticato, lui si sfoga su Instagram: “State zitti, mi avete rotto il c…”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 9 Luglio 2020 21:49 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2020 21:49
Tachtsidis criticato, sfoga su Instagram: "State zitti, mi avete rotto il c..."

Tachtsidis criticato, lui si sfoga su Instagram: “State zitti, mi avete rotto il c…” (foto Ansa)

Il Lecce rialza la testa e Tachtsidis alza la cresta sui social network. Su Instagram non ha usato mezzi termini per rispondere agli utenti che lo criticavano per le sue ultime prestazioni: “State zitti, mi avete rotto il c…”.

Tachtsidis non ha parlato durante la serie negativa inanellata dal Lecce. Ha aspettato il momento giusto. Dopo la vittoria contro la Lazio, che ha portato il Lecce in zona salvezza, il calciatore greco ha fatto la voce grossa su Instagram.

“Mi avete rotto il ca… Voi che criticate non sapete che colore ha la palla e parlate pure. L’unica cosa di cui mi frega è il gruppo e allora cominciate a stare un po’ zitti”

Insomma, secondo il calciatore del Lecce, i tifosi non possono criticarlo perché sono ignoranti in materia. Così sprovveduti – secondo lui – da non conoscere nemmeno il colore del pallone. 

Tifosi che   spendono soldi per vedere giocare il Lecce in tv (ma questo non diteglielo a Tachtsidis…).

Come sempre, è assai facile passare dalla ragione al torto. I tifosi hanno tutto il diritto di criticare un calciatore (un privilegiato strapagato) ma ovviamente sono tenuti a farlo con educazione.

Pagano il biglietto, o l’abbonamento televisivo, quindi hanno tutto il diritto di esprimere la loro delusione per la prestazione della squadra o di un calciatore. 

Ma non devono passare agli insulti perché se lo fanno automaticamente passano dalla parte del torto. Allo stesso tempo, un calciatore deve mettere in preventivo le critiche, perché è un personaggio pubblico. 

Un giocatore, in quanto personaggio pubblico, dovrebbe astenersi dal rispondere male ai tifosi.

Ma se proprio decide di confrontarsi con loro, dovrebbe farlo con educazione e con rispetto per persone che pagano per vederlo giocare (allo stadio, quando era possibile, o davanti la televisione).

Perché non esiste calcio senza tifosi, non esistono gli stipendi faraonici senza chi spende soldi per vedere le partite. Questo non va mai dimenticato (fonte Il Corriere dello Sport).