Tangenti, chiesto il rinvio a giudizio per Maldini: corruzione

Pubblicato il 15 luglio 2010 15:50 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 18:56
Paolo Maldini

Paolo Maldini

Per l’ex capitano del Milan Paolo Maldini è stato chiesto il rinvio a giudizio per per le accuse di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico, nell’ambito di un’inchiesta che vede coinvolte numerose altre persone per pratiche illecite relative all’ottenimento di trattamenti fiscali più favorevoli. A chiederlo il pubblico ministero di Milano Paola Pirotta .

A Maldini vengono contestate irregolarità nei rapporti con il funzionario dell’Agenzia delle Entrate Luciano Bressi. Il pm ha invece chiesto l’archiviazione per la moglie dell’ex difensore rossonero, anche lei accusata di corruzione.

Secondo l’accusa, la ‘bandiera’ rossonera per evitare controlli fiscali avrebbe versato soldi e altre ”utilità” al funzionario dell’Agenzia delle entrate, al quale si sarebbe rivolto anche per acquisire dati riservati su un socio, nell’ambito di un’operazione immobiliare che voleva portare a termine. In particolare, Maldini fino al 23 giugno del 2009 avrebbe corrotto Bressi con somme di denaro per garantirsi, stando alle indagini ”’l’esenzione di controlli fiscali da parte dell’ufficio di Milano 1” dell’Agenzia delle entrate, offrendogli, come contropartita, non solo ”l’onorario per lo studio (circa 40 mila euro annui)” ma anche la ”procura speciale” della loro societa’, la Velvet Sas, ”da cui scaturivano ingenti corrispettivi ‘in nero’ (somma non inferiore a 185 mila euro)”.

Paolo Maldini è ”estremamente tranquillo sull’esito finale di tutta la vicenda” alla notizia della sua richiesta di rinvio a giudizio con le accuse di corruzione e accesso abusivo in sistemi informatici. Il suo legale, Danilo Buongiorno, si dice invece ”estremamente soddisfatto” per la richiesta di archiviazione della posizione della moglie dell’ex calciatore, Adriana Fossa, mentre si dichiara ”non poco sorpreso” per la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dello stesso Maldini, dopo aver appreso la notizia ”peraltro ancora una volta dai mezzi di informazione”.

Una richiesta di rinvio a giudizio che arriva, a suo dire, ”nonostante l’assoluta assenza di prova a suo carico, nonostante quanto dichiarato dal signor Paolo Maldini nel corso dell’interrogatorio dallo stesso richiesto e nonostante la notevole quantità di deduzioni e di produzioni documentali consegnata al Pubblico Ministero che non sono state nemmeno considerate”. Secondo il legale, ”non e’ stata considerata” nemmeno la denuncia-querela che Maldini ha presentato nei confronti di chi lo ha ingiustamente coinvolto. Maldini, conclude il legale, ”in ogni caso, ribadisce ancora una volta la sua posizione di parte lesa e non certo di indagato, e si dichiara estremamente tranquillo sull’esito finale di tutta la vicenda”.