Tavecchio in lacrime: “Ventura un errore, ha sbagliato formazione”

Pubblicato il 18 novembre 2017 17:25 | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2017 21:25
TAVECCHIO-LACRIME

Tavecchio in lacrime: “Ventura un errore, ha sbagliato formazione”
ANSA

ROMA – “La debacle è tecnica”. La mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali ha tolto il sonno a Carlo Tavecchio: “Non dormo da quattro giorni” ammette in lacrime il presidente della Figc che, atteso lunedì da un altro ‘match’ in federazione per dare risposte a un movimento sotto choc dopo che la nazionale ha toccato uno dei punti più bassi della sua gloriosa storia, ‘scarica’ però le colpe del tonfo sul ct già esonerato, Gian Piero Ventura.

“Ha avuto carta bianca, quello che ha voluto ha avuto: ha sbagliato – accusa in un colloquio in macchina con Le Iene – L’ho scelto io, ma non da solo e in un momento in cui l’offerta era quella. Confesso che la mia prima scelta era Donadoni”.

E il tema del sostituto sulla panchina dell’Italia resta caldissimo, con Carlo Ancelotti sempre prima scelta, ma con i tempi che rischiano di allungarsi. Diversi papabili in queste ore si sono infatti sfilati: Massimiliano Allegri, anche lui nella rosa dei ‘graditi’ ha già detto che la nazionale è bella, ma non ora “in futuro, forse”: stesso discorso da parte di Luciano Spalletti “Sarei onorato, ma adesso penso all’Inter”.

E a frenare sul Carletto nazionale ci pensa invece Giovanni Branchini, uno degli amici storici dell’ex allenatore del Bayern (rimasto in silenzio in questi giorni di voci e totonomi): “Non allenerà la nazionale, non vuole mancare di rispetto a nessuno ma in questo momento non è interessato. Ha altri obiettivi, mi risulta” aveva detto intervenendo a Radio Deejay.

Ma non una chiusura ufficiale, perché a parlare per il sì o per il no dovrà essere lo stesso Ancelotti: l’unico titolato a dire se vorrà avventurarsi in azzurro. Certo è che il clima resta rovente: “Non commentiamo notizie senza fondamento – la replica all’Ansa di una fonte qualificata della Figc -, sono solo sciacallaggio giornalistico”.

Perché la strada Ancelotti continua a essere battuta, insieme a quella di altri big come Mancini e Ranieri. Non escluso neppure un ritorno di Antonio Conte a fine stagione (dice “fuoco” Tavecchio quando gli viene fatto il nome dell’ex ct ora in panchina al Chelsea). L’urgenza al momento però è la governance politica, e questa sarà sul tavolo di via Allegri lunedì prossimo: del resto la nazionale ha solo due amichevoli in agenda e i tempi non sono stretti. C’è prima da ridare forza alla federazione finita sotto accusa, e poi vagliare al meglio il prossimo ct.

“Sarebbe un grosso errore decidere di fretta, mettendo da parte le cose buone e pensare al peggio. Il calcio italiano può risollevarsi, ma bisogna avere i nervi saldi” sottolinea il n.1 degli arbitri Marcello Nicchi. Il ministro dello sport, Luca Lotti, invece non è dell’avviso di prendere tempo, ribadendo che è il momento di “rifondare il calcio”.

“Mi auguro che non si arrivi lunedì al solito compromesso dove magari il Consiglio federale si accorda su varie posizioni e si riparte facendo finta di nulla, perché non si può fare finta di nulla”.

E Tavecchio, nei giorni più lunghi del suo mandato federale, ammette di sentirsi provato: “Se sono sereno? Per niente – dice visibilmente commosso – dormo e mi sveglio, così da quattro giorni”. Sulla Caporetto nazionale però non sembra avere dubbi: la responsabilità è di Ventura e della “scelta tecnica sbagliata della formazione”.

Le due gare con la Svezia sono “un’ossessione. Abbiamo giocato male: contro gente alta almeno uno e novanta dovevamo aggirarli con i piccoletti che invece stavano in panchina”.

Il riferimento a Lorenzo Insigne (“Ma come si fa?” dice Tavecchio) rimasto spettatore mentre l’Italia salutava dopo 60 anni i mondiali.

Le dichiarazioni di Damiano Tommasi, presidente dell’Aic

“Quando si ha un ruolo di responsabilità, bisogna prendersela. Qui invece, a ben due giorni da quell’evento, dopo due giorni di silenzio della federazione, si pensava solo a mandare via la guida tecnica e non a fare tutti un passo indietro come tutti si aspettavano”.

Così il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi, ospite di ‘Propaganda Live’ su La7, sulla riunione della Figc di mercoledì scorso dopo l’eliminazione dell’Italia dalla corsa al Mondiale 2018.

“Il tema non è Tavecchio – ha proseguito – ma la responsabilità delle istituzioni. L’unica strategia possibile a questo punto è azzerare la dirigenza federale e ripartire di nuovo”.

“Servono un nuovo programma e nuove idee per il movimento. Un fallimento così esigeva un cambio di marcia – ha detto ancora Tommasi -. E’ vero che in campo ci vanno i giocatori, che la guida tecnica è del ct, ma le responsabilità non sono solo loro, secondo la categoria del ‘noi vinciamo, voi perdete’.

Ora si penserà al nome del nuovo tecnico ma non è questo il problema. Io credo alla nostra posizione e lo fanno i calciatori, che la vorrebbero anche più dura – ha affermato Tommasi -.

Io avuto due termometri in questa settimana: telefonate che ho ricevuto e quelle che non ho ricevuto. Nessuno, pur conoscendo il nostro pensiero, mi ha chiamato tra quelli che nel mondo dello sport decidono qualcosa”.