“La tessera del tifoso viola la privacy”: Roma condannata a risarcire un abbonato

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 19 Ottobre 2012 15:33 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2012 15:50
Manifestazione Ultras contro la tessera del tifoso (LaPresse)

ROMA – La tessera del tifoso viola la privacy: lo ha stabilito la prima sezione del tribunale civile di Roma che ha condannato l’As Roma pagare 5.000 euro di danni morali a un abbonato, G.B. che aveva fatto ricorso per il “trattamento illegittimo” dei suoi dati personali al quale è stato sottoposto nella compilazione dei moduli necessari a ottenere la tessera. Tessera senza la quale non avrebbe potuto abbonarsi allo stadio. È una sentenza che “fa giurisprudenza” perché è la prima volta che vengono riconosciute le ragioni dei tifosi. La causa, vinta dagli avvocati Paolo Ricchiuto, Lorenzo Contucci e Giovanni Adami, potrebbe aprire le porte a molti ricorsi sulla stessa materia. Potenzialmente 700 mila, quante sono le tessere del tifoso sottoscritte finora, a due anni dall’introduzione della card voluta dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, dai vertici del calcio e della polizia.
Ricchiuto, Contucci e Adami hanno spiegato come il giudice ha dato ragione al loro assistito:

“Come sanno bene i circa 700.000 abbonati alle varie squadre di serie A dopo le circolari dell’allora ministro Maroni e dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, dotarsi della tessera del tifoso è diventata condizione necessaria per poter sottoscrivere un abbonamento o comprare un biglietto per una trasferta. Il problema è che la Roma, come tutti gli altri club, ha associato alla tessera anche la funzione di carta di credito (seppure non attiva al momento del rilascio). Il tutto sulla base di una modulistica, praticamente identica per tutte le società, che già il Garante della privacy aveva censurato con un provvedimento generale del 2010, perché non consentiva di comprendere chiaramente che fine facessero i dati personali degli interessati, trasferiti automaticamente alle società che gestiscono le carte di credito”.  

E ora? Secondo l’avvocato Contucci “questa sentenza del tribunale civile apre una breccia importante. Ma già il consiglio di Stato e il garante della privacy avevano dato ragione ai tifosi”.