Tessera del tifoso, meno spettatori negli stadi. Dopo due giornate la serie A è in “rosso” di 47 mila paganti

Pubblicato il 16 settembre 2010 22:16 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2010 22:16

Sta funzionando la “tessera del tifoso”? Gli stadi non si stanno svuotando? A guardare i dati comunicati dal Comitato per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) sembrerebbe un successo. Ma alcuni siti hanno confrontato i paganti delle partite della prima giornata con le stesse partite della stagione passata, e non come ha fatto il Casms, che ha messo sul bilancino la prima giornata 2010-11 con la prima del 2009-10.

Raffrontando quindi Bari-Juve del campionato in corso e di quello precedente, e così facendo con tutte le altre, è venuto fuori un calo complessivo di 12.931 spettatori, 166.071 contro 179.002.

Abbiamo fatto la stessa cosa con la seconda giornata. Tenendo conto che il Brescia manca dalla A dal 2005, il Cagliari l’anno scorso non comunicava i dati, e paragonando Lecce-Fiorentina di quest’anno con quello del 2008-09 (padroni di casa già retrocessi, allora). Questi i dati, forniti dal sito Stadiapostcards:

Brescia-Palermo 8.000
Cagliari-Roma 14.000
Catania-Parma 11.208. Nel 2009-10 12.733
Cesena-Milan 21058.
Inter-Udinese 62014. Nel 2009-10 50.000
Genoa-Chievo 23258, Nel 2009-10 24.977
Lazio-Bologna 22462. Nel 2009-10 30489
Lecce-Fiorentina 8979. Nel 2008-09 7608
Napoli-Bari 27214. Nel 2009-10 46547

Nelle sei partite di cui si possono confrontare i dati gli spettatori complessivi sono stati 172.354 degli anni passati contro i 155.135 di quest’anno, vale a dire 17.219 spettatori in meno.

Ma c’è un altro “numero”, ancora più eloquente: con tutte le squadre della massima serie che hanno giocato almeno una partita in casa, gli spettatori complessivi sono stati 475 mila. Nel campionato 2009-10 il totale fu di 522 mila. A conti fatti, insomma, la serie A è già in rosso di 47 mila spettatori.

La media nazionale (meno di 25 mila spettatori) sembra destinata a calare ancora ed è sempre più distante da Spagna (27 mila), Inghilterra (34 mila) e Germania (42 mila).