Ticketbis: “bagarino” online? No, “tutto legale: siamo l’eBay dei biglietti”

Pubblicato il 7 febbraio 2014 16:31 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2014 16:31
Ticketbis: “bagarino” online? No, “tutto legale: siamo l’eBay dei biglietti”

Ticketbis: “bagarino” online? No, “tutto legale: siamo l’eBay dei biglietti”

ROMA – A una prima occhiata sembra di trovarsi di fronte al primo “bagarino” online: si chiama Ticketbis, è un agenzia spagnola, sede a Bilbao, che vende online biglietti per partite di calcio (Liga Spagnola, serie A, mondiali in Brasile), altri sport (boxe, cricket, hockey, ippica, football), concerti e spettacoli di teatro.

Sembra un “bagarino online” perché i prezzi, spesso di eventi che vanno “a ruba”, sono fino a sette volte il costo normale del biglietto. Per un ticket potete sborsare quindi anche 1.500 euro. Matteo Pinci su Repubblica è andato a vedere come funziona Ticketbis.

“Solo per fare un esempio: un biglietto per assistere al derby in curva Sud, acquistabile in prevendita Lottomatica a 30 euro. Ticketbis lo mette in vendita a 117,54 euro. Quasi quattro volte il prezzo originale. E per chi volesse un posto al prossimo Milan e Juventus? Passando per il circuito ufficiale di vendita, un terzo anello rosso di San Siro, settore tra i più popolari, costa al massimo 28 euro. Sulla piattaforma “unofficial” è in vendita dagli 80 ai 237 euro, ovviamente senza il bisogno di sottoscrivere tessera del tifoso. Per chi ha maggiori disponibilità, una tribuna d’onore rossa può valere fino a 5 volte più del prezzo ufficiale (da 360 a 1.589 euro), su ticketbis. Dove un concerto di Vasco Rossi può salire fino a 7 volte il valore originale di un tagliando”.

Ticketbis spiega di essere una sorta di “eBay dei ticket”, che guadagna sulle commissioni e non fa “nulla di illegale”:

“A fondare il portale, due ragazzi di Bilbao, giovanissimi e attenti alle tendenze. L’idea: mettere in relazione chi vuole acquistare biglietti per un determinato evento, con qualcuno che possa venderli. “È una sorta di ebay dei tagliandi”, la spiegazione degli uffici commerciali. In sostanza, il sito compie una semplice opera di mediazione tra un acquirente e un venditore. Il costo di questo servizio? il 10% della somma richiesta dal venditore. Tutelando in cambio chi compra e chi cede da truffe, tagliandi falsi e simili”.

Insomma la difesa è: “Siamo solo degli intermediari”. Ma come fanno con i biglietti nominali? 

Certo è che a chi prova a comprare biglietti per una gara di campionato si chiede, come prassi dall’introduzione del biglietto nominale, nome, cognome e data di nascita dell’intestatario del titolo d’ingresso. Le possibilità a questo punto, sono due: che ogni venditore si occupi in prima persona di effettuare l’operazione di “cambio posto”. O che il venditore possa essere il titolare di una rivendita autorizzata disposto a fare la “cresta” sulla vendita di un titolo. In entrambi i casi, prezzi e modalità hanno le stimmate del bagarinaggio. Solo nascosto dietro una tastiera, e da una mediazione del 10%.