Torino, Cairo vende: “Ci ho rimesso 30 milioni, potevo farmi la barca”

Pubblicato il 26 Febbraio 2010 12:20 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2010 12:20

Urbano Cairo è stanco del Torino. Il presidente granata vuole vendere la società. Lo rivela in un’intervista esclusiva al quotidiano “La Stampa”.

«Renderò felice il 30% dei tifosi. Gaucci? Non tratto con chi si candida sui giornali».

«Non voglio rimanere in paradiso a dispetto dei santi. Lo dico a malincuore, a grande grande malincuore: ho deciso di mettere in vendita il Toro».

Perché, presidente Cairo?
«Una parte minoritaria ma rumorosa della tifoseria non mi vuole più e può creare problemi ambientali alla squadra. Basta, lascio».

Ma a chi?
«Chi vuole comprare deve avere qualcosa più di me in tutti i campi: più ricco, più capace, più organizzato e più tifoso, anche se esserlo troppo può diventare un problema… Meglio se piemontese, e se è torinese meglio ancora, visto che mi è stato rinfacciato di aver tolto torinesità al Toro».

Quindi Gaucci è da escludere?
«Mai parlato con lui, né lui con me o con i miei collaboratori. Io il Torino non lo vendo a chiunque. Soprattutto non a quelli che si candidano attraverso i giornali. Chi cerca solo pubblicità non lo ricevo neppure».

Qualcuno commenterà: senti chi parla…
«Io ero già un editore affermato prima di entrare nel calcio. Certo, il Toro mi ha fatto conoscere di più, ma non è mica bello essere conosciuti perché si retrocede».

Le rinfacciano di aver preso il Toro a zero euro. Lo venderà alla stessa cifra?
«Al netto dei ricavi, fra aumenti di capitale e ripianamenti successivi, ho messo nel sistema Toro circa 30 milioni di euro di tasca mia. 30 milioni veri. C’è gente che non li vede in tutta la vita».

Il 99,99 per cento degli umani, tenendosi bassi.
«Sa quanti appartamenti mi potevo comprare con 30 milioni? Almeno cento. Potevo farmi la barca, l’aereo personale. Invece li ho usati per il Toro, e ci ho messo anche un mare di tempo, sottraendolo ai figli. Mi sono fatto il mazzo. Ma sono felice di essermelo fatto».

Quali ricordi si porterà dietro?
«Non dimenticherò mai la partita d’esordio contro l’AlbinoLeffe, il giro di campo coi miei bambini. E poi lo spareggio contro il Mantova e un po’ anche le due salvezze… Mi dispiace per il 70% dei tifosi che, secondo il sondaggio da me commissionato, mi vuole ancora bene. Ma io desidero che anche l’altro 30% sia felice».