Dopo tre mesi, torna il calcio in Italia: ma quanto ci è mancato? Ecco tutte le novità

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 12 Giugno 2020 6:31 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020 12:34
Dopo tre mesi, torna il calcio in Italia: ma quanto ci è mancato? Ecco tutte le novità

Dopo tre mesi, torna il calcio in Italia: ma quanto ci è mancato? Ecco tutte le novità (foto Ansa)

ROMA – Dopo poco più di tre mesi torna il calcio in Italia. Il pallone torna a rotolare sui nostri campi durante la convivenza con il coronavirus.

Torna nel momento giusto visto che un po’ tutto è tornato alla normalità (o quasi…).

Le strade, i centri commerciali e le palestre sono di nuovo piene e quindi è giusto concedere il via libera anche all’intrattenimento principale degli italiani, il gioco del calcio.

Tutti sono pronti a sacrificare di nuovo gran parte della loro settimana al seguito della squadra del cuore ma nulla è più come prima.

Intanto sarà un calcio anomalo perché si giocherà d’estate.  Poi sarà un calcio monco perché allo stadio non ci saranno i tifosi.

Questo divieto dovrebbe estendersi per diversi mesi ma forse il pubblico, almeno nelle “zone più sicure”, potrà rientrare verso la fine della stagione.

L’idea è quello di scaglionare gli ingressi come avviene già in diverse attività commerciali. 

Il modello potrebbe essere quello del cinema con uno spettatore ogni 4-5 posti per garantire la distanza di sicurezza.

Le partite di calcio vengono giocate all’aperto e questo potrebbe essere un punto a favore per la riapertura degli impianti ai tifosi.

Perlomeno agli abbonati per evitare non pochi problemi alle società in termini di rimborsi o rinnovi degli abbonamenti.

Ad ogni modo il calcio in Italia è soprattutto seguito da casa. Lo dicono i numeri. I nostri stadi sono i meno popolati dell’Europa calcistica che conta.

Vuoi per il prezzo eccessivo dei biglietti, vuoi per il traffico, vuoi per le difficoltà oggettive a trovare parcheggio.

Quindi già prima si giocava in una specie di porte chiuse. Per tutti i tifosi che vivono della squadra del cuore dal divano di casa si tratta di una liberazione.

Quasi di una rinascita. Insomma, via libera agli assembramenti domestici.  Anche se non si dovrebbe. Pizza, birra e partita. Birra ghiacciata date le temperature…

Una sorta di mini Mondiale da condividere con gli amici del cuore. Di casa in casa, di tv in tv.  Questo è il calcio ai tempi del coronavirus (per i tifosi).

Ma per i giocatori? Loro dovranno sottostare ad un sacco di restrizioni. Le squadre e gli arbitri dovranno accedere agli stadi in orari diversi. 

I locali degli impianti sportivi dovranno essere sanificati e arieggiati in maniera maniacale. Poi in campo non cambierà nulla. Perché in teoria vanno ad affrontarsi tutti soggetti sani. Controllati assiduamente, tamponi su tamponi.

Quindi in campo nessuna distanza di sicurezza, nessun divieto di assembramenti… In area di rigore torneranno le nostre amate mischie dove un po’ tutto è valido. L’importante è che quel pallone entri in rete per scatenare la nostra gioia sul divano di casa.

E le polemiche? Tutta colpa dell’arbitro, perché non ha usato il var?, non era rigore, il gol è stato segnato in fuorigioco… I giocatori non potranno protestare in campo, questo dice il protocollo. Ma chi ci crede?!

Mentre a tutti noi, quanto ci sono mancate queste polemiche?! Anima dei bar virtuali e delle chiacchiere con i colleghi…

Bentornato calcio!