Totti, che figuraccia: addio Coppa e Mondiale

Pubblicato il 7 Maggio 2010 8:23 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2010 8:23

Francesco Totti

È il momento del processo dell’opinione pubblica, ma anche quello in cui emerge chiaro il no Mondiale.

Francesco Totti ha scalciato Balotelli e il suo finale di partita è una «pagina triste» per dirla con Arrigo Sacchi.

Ma non è per la brutta immagine offerta in diretta tv che Lippi non porterà il numero 10 al Mondiale, a meno di clamorosi colpi di scena dell’ultima ora: Totti era già fuori dalla lista dei 30 preconvocati.

Semmai, il raptus che ha colto il giocatore al momento dell’espulsione, ha bruciato le speranze di chi aspettava di sapere se un ritorno azzurro dopo quattro anni fosse possibile.

E ha rilanciato a livello internazionale l’immagine di un giocatore tanto forte sul piano tecnico quando fragile su quello del self control. «Scandaloso Totti», titolava lo spagnolo ‘Marca’ da Madrid, unica città che in passato è andata vicina a strappare Totti dalla gabbia della sua culla amatissima, Roma.

«In certi momenti della partita, le offese non si riescono a sostenere», la spiegazione data da Totti. «Lui è il primo ad esserne rammaricato, e certe cose nel finale della partita non sono da Roma», la bacchettata di Montali, dirigente giallorosso.

La multa della società è da regolamento interno, andrà di pari passo con la stangata che il giudice sportivo infliggerà lunedì prossimo.

Il nervosismo di giorni e giorni di polemica dalla Roma e attorno alla Roma avevano caricato Totti a molla, e poi c’era la frustrazione per veder sfuggire dalla panchina l’unico traguardo davvero possibile, con l’Inter che in campo metteva in soggezione – fisica e tecnica – la sua Roma. Così, pochi minuti dopo essere entrato, Totti aveva già provato a ‘vendicarsi’ di Milito.

Poi, è finita come è finita. Con Lippi in tribuna. Il ct non è tipo da farsi condizionare da questo. «Io in nazionale non ho convocato giocatori per un semplice vaffa al loro allenatore di club o per una panchina rifiutata: dovevi essere irreprensibile – le parole di Sacchi – Ma forse ero troppo severo, per un mondo che non conosce regole».