Tour de France, la tappa n. 12 al tedesco Nils Politt in fuga solitaria. Pogacar sempre in maglia gialla

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 8 Luglio 2021 19:30 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2021 19:30
Tour de France, la tappa n. 12 al tedesco Nils Politt in fuga solitaria. Pogacar sempre in maglia gialla

Tour de France, la tappa n. 12 al tedesco Nils Politt in fuga solitaria. Pogacar sempre in maglia gialla

Tour de France, il tedesco Nils Politt della Bora-hansgrohe ha vinto in solitaria la dodicesima tappa. Superbo il suo finale. A 11,9 km dal traguardo ha salutato i suoi due compagni di fuga ( Erviti e Sweeny ) e ha mantenuto la “sparata” fino alla linea d’arrivo.

Sotto lo striscione ha esultato e pianto dalla gioia. Poi ha continuato la sua esultanza scuotendo la bici come una bandiera. Ha detto: “Questa è  la vittoria più bella e importante della mia carriera. Il ciclismo è la mia grande passione. Quando sono scattato non credevo di farcela, ma il mio direttore sportivo ci ha creduto subito e mi ha sostenuto fino al traguardo“.

Immutata la classifica generale. Pogacar sempre in giallo.

È stata una tappa leggera. Smaltita in 3h 22’ 12”. Rispettosa delle energie bruciate sul doppio Ventoux. Non comunque una passeggiata. Anzi. Molti i saliscendi ma soltanto un GPM a metà percorso di 329m. Tutto qui.

La Saint-Paul-Trois-Chateaux – Nimes di 159,4 chilometri appartiene ( sulla carta ) alle cosiddette “ tappe tregua “. Ed in effetti il gruppo ( con le quattro maglie delle varie classifiche) se l’è presa molto comoda.  Il suo ritardo è arrivato anche oltre i 14’. Il terza categoria della Cote du belvedere  de Tharaux non ha creato problemi con i suoi 4,4 km ai 4,6%. 

Traguardo volante al Tour: vince sempre Politt

Primo  comunque il tedesco Nils Politt che ha vinto pure il traguardo volante posizionato al km 132,7. Il traguardo di Uzes.

E così la Carovana è sbarcata in Occitania, nel sud della Francia, vecchio avamposto dell’Impero Romano. Protagonisti degli ultimi chilometri un quartetto, poi ridotto a 3 per la resa di Kung.

A 11 km dall’arrivo tenta l’assolo il ragazzo di Colonia aprendo il gas fino ai 70 all’ora. A 6 km dalla linea d’arrivo porta il suo vantaggio a 20” sui due che lo rincorrono, Erviti (lo spagnolo di Pamplona in forza alla Movistar) e Seeeny, l’australiano della Lotto Soudal.

All’ultimo km il vantaggio è salito a 30”.  Imprendibile. La velocità media degli ultimi 12 km in solitaria è stata di 52 all’ora. Il gruppo, regolato dal solito Cavendish, ha tagliato il traguardo con oltre un quarto d’ora.

Al Tour ancora si parla del Ventoux

Continua a tener banco l’impresa del belga Van Aert sul Ventoux. Ha domato il “Gigante della Provenza“ con un trionfo storico senza limiti che addirittura ha provocato degli scricchiolii in Re Pogacar, staccato di due minuti.

Ma appunto quali sono i limiti del pluriridato campione del mondo di ciclocross e recente vincitore delle Strade Bianche e di altre “classiche monumento“? È corridore da grandi giri o da clasdiche di un giorno? Forse non lo sa nemmeno lui. Di certo è classificabile tra i fenomeni. E ciò, per ora, può bastare.