Turchia, dopo il gol alla Francia, altri saluti militari. Ma c’è chi dice no a Erdogan: Hakan Sukur, Enes Kanter

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2019 9:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019 9:01
Turchia, saluti militari della nazionale pro-invasione

I calciatori tirchi fanno il saluto militare dopo il gol alla Francia (Ansa)

ROMA – Nuovo saluto militare per i calciatori turchi. Al momento del pareggio contro la Francia (1-1) allo Stade de France, alle porte di Parigi, diversi giocatori della nazionale di Ankara hanno ripetuto il controverso gesto, omaggio ai soldati turchi impegnati nell’offensiva contro i curdi in Siria. Nell’immagine che ora impazza sui social network, almeno sette giocatori della mezzaluna si sono riuniti vicino al palo del corner posando con la mano destra tesa posata sulla fronte, esattamente come nel match di venerdì scorso contro l’Albania.

30mila turchi allo Stade de France

Eppure il match, blindatissimo quanto a misure di sicurezza per la presenza di 30mila tifosi turchi provenienti da Germania e mezza Europa, era iniziato bene nonostante i timori della vigilia. In molti, avevano temuto che la Marsigliese, l’inno nazionale della Francia, venisse fischiato, come accaduto in parte al match di andata lo scorso giugno a Konya.

Anche l’ambasciatore turco in Francia era intervenuto, nelle scorse ore, per chiedere di rispettare gli inni nazionali delle due nazioni attualmente oggetto di roventi tensioni diplomatiche dopo l’intervento di Ankara contro i curdi nel nord della Siria. Ma alla fine la Marsigliese è stata eseguita in condizioni perfette, senza nessun fischio dagli spalti, come anche l’inno turco Istiklal Marsi (Marcia dell’indipendenza). Anche se, dall’entrata in gioco, le migliaia di tifosi turchi non hanno risparmiato i fischi al momento in cui i Bleus campioni del mondo avevano il possesso palla.

C’è che dice no: il tweet di Hakan Sukur

E’ proprio questo il caso di Hakan Sukur, ex bomber dell’Inter e della nazionale turca, che su twitter ha scritto: “La mia è una lotta per la giustizia, per la democrazia, per la libertà e per la dignità umana. Non mi importa di quello che posso perdere se a vincere è l’umanità”. L’ex giocatore, oggi 48enne, è già finito nei guai per le sue idee in contrasto con la linea del presidente turco Erdogan.

Dopo essere stato eletto in Parlamento alla fine della sua carriera, nel 2013 Sukur è stato costretto a dimettersi in seguito a un’inchiesta che ha riguardato Erdogan e tre anni più tardi è stato spiccato nei suoi confronti un ordine di arresto perché ritenuto vicino a un gruppo terroristico a seguito del tentato golpe del 16 luglio. Ma la sua oggi non è l’unica voce fuori dal coro tra gli atleti turchi.

Kanter dei Boston Celtics cita il reverendo King

Nel basket Nba è dall’alto contenuto simbolico il gesto di Enes Kanter, centro 27enne dei Boston Celtics, che in occasione del match della pre-season contro Cleveland ha indossato un paio di scarpe con su scritto ‘Freedom’. Poi, su twitter, ha citato Martin Luther King: “La nostra vita comincia a finire il giorno in cui restiamo in silenzio sulle cose che contano”. (fonti Ansa e Agi)