Turchia. Finale Champions a Istanbul e saluti militari di Under & co: l’imbarazzo Uefa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2019 14:26 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2019 14:26
Revocare la finale Champions a Istanbul;: L'Uefa frena

Il saluto militare dei calciatori della nazionale turca in sostegno all’invasione in Siria

ROMA – “Stasera si gioca Francia-Turchia e sarà una partita di calcio a rischio scontri. A maggio ci sarà la finale di Champions League, a Istanbul. È giusto che il più importante evento sportivo europeo a cadenza annuale si tenga nella metropoli di un Paese aggressore, impegnato in una guerra che noi europei non vogliamo e che minaccia la nostra società di conseguenze sociali ed economiche drammatiche? La prima vera sanzione che possiamo comminare alla Turchia sarebbe tanto banale quanto efficace: la finale della Champions League non si può tenere a Istanbul, se la Turchia fa la guerra”. Lo afferma il vicesegretario di Più Europa, Piercamillo Falasca.

L’appello di +Europa segue una campagna social (su Twitter #NoFinaleChampionsaIstanbul) autoconvocata che sta riscuotendo adesioni di ora in ora. Ma l’Uefa frena, giudicando prematura prendere una decisione di questa portata. Meno conciliante la posizione del governo del calcio europeo sulle manifestazioni pubbliche di sostegno all’invasione turca e al rais Erdogan da parte dei calciatori turchi. 

Parliamo del saluto militare esibito durante gli inni nella partita di qualificazioni all’Europeo 2020 Turchia-Albania e dei commenti sui vari social network da parte dei vari Gundogan (Manchester City), Demiral (Juventus), Under (Roma) per citare i più noti. 

“Bisognerà visionare tutto il materiale prima di decidere” ma “sono assolutamente possibili sanzioni a federazioni o a singoli tesserati”. E’ l’avviso di Michele Uva, vicepresidente Uefa, dai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’: “Il momento politico non è dei migliori e il calcio non può far finta di nulla su ciò che sta succedendo. Ci sono regole precise che devono essere rispettate, la violazione di queste porta a sanzioni”.

Ma sulla finale, lo stesso Uva invita a non correre: “È evidente che tutta questa vicenda vada vista e discussa all’interno dell’Esecutivo. Revocare una finale è, però, un atto forte e ritengo che al momento non siamo nelle condizioni di poter parlare e discutere di tutto questo. Con il Comitato Esecutivo e il presidente Ceferin valuteremo insieme tutte le situazioni, ma mi pare prematuro parlare di sanzioni di questo tipo”. (fonti Ansa, AdnKronos)