Uefa sotto pressione: Roma, Juventus e Bayern Monaco chiedono il VAR

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 maggio 2018 21:59 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2018 21:59
Uefa sotto pressione: Roma, Juventus e Bayern Monaco chiedono il VAR

Uefa sotto pressione: Roma, Juventus e Bayern Monaco chiedono il VAR
Ansa

ROMA – Gol e polemiche sono un tutt’uno nel calcio ma al tempo della Var c’e’ un discrimine, tra chi lo usa e chi no. Dopo la Juve, il Bayern; dopo il Bayern, la Roma. Tre club protestano per le rispettive eliminazioni dalla Champions , con situazioni e ragioni diverse, e a tornare d’attualità piu’ che gli errori dell’arbitro (“difficile vedere, io pensavo fosse rigore, Dzeko no”, ha onestamente raccontato De Rossi) è il mancato utilizzo della Var.

“Anche la Roma critica l’Uefa”, titola oggi Bild, dando eco allo scalpore che in Germania hanno provocato il fallo di mani di Marcelo a Madrid e la sua ammissione di colpa. “E’ dura da accettare, anche l’arbitro sarà depresso”, ribadisce il giorno dopo Roma-Liverpool James Pallotta, alludendo all’incontro del dopo partita tra l’arbitro Skomina e i dirigenti giallorossi nel quale il direttore di gara si sarebbe detto dispiaciuto del suo errore sul mani di Alexander-Arnold.

 

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Alla sede di Nyon, dove non sarà sfuggito che quella è una decisione sbagliata, è arrivato oggi l’eco delle nuove parole del presidente americano della Roma: “Il calcio non e’ il basket, dove si segnano 120 punti: ogni gol e’ decisivo, serve in fretta la Var”. D’altra parte, in caso di esito opposto, sarebbero arrivate le proteste del Liverpool: il “Roma derubata” di una rubrica del Daily Mail e’ eccezione nella stampa britannica, e il club inglese è convinto che il piede di Dzeko sul 2-2 fosse in fuorigioco, che non ci fosse il rigore del 4-2 e che ce ne fosse invece uno a inizi partita per un mani di Manolas.

La qualificazione non e’ mai stata in discussione per i Reds, anche giocatori e tecnico giallorossa l’hanno svincolata da Skomina. E allora il discorso si sposta sul futuro, ovvero sulla Var. La posizione dell’Uefa resta quella annunciata dal presidente Ceferin: on line si andra’ dal 2019. Per l’introduzione rapida, invece, sono oggi anche grandi d’Europa come Juve e Bayern, la Roma aspetta le mosse dei club europei, l’Eca, per correggere la rotta.

“E’ ora che il calcio italiano si faccia sentire”, ha detto lo spagnolo Monchi, ds giallorosso. Il calcio italiano ora e’ Michele Uva, vicepresidente Uefa, e Andrea Agnelli, alla guida dell’ECA al posto di Rummenigge, massimo dirigente Bayern. “L’Uefa non prevede di adottare la nuova tecnologia nemmeno nella prossima stagione, è una scelta assurda e incomprensibile”, contesta l’ex designatore Paolo Casarin, convinto che la scelta vada fatta, “e subito”.

Di Var, i club potranno – se lo vogliono – parlare nella prossima riunione del Consiglio strategico della confederazione, previsto a Lione (Francia) alla vigilia della finale di Europa League, e nel seguente Consiglio in programma il 24 maggio a Kiev, prima della finale Champions, due occasioni in cui l’argomento Var può essere affrontato.

Ma la posizione Uefa sembra ferma e chiara: la data e’ il 2019. Il Mondiale estivo sarà una vetrina importante per la nuova tecnologia, su cui la Fifa ha sempre puntato con decisione (dal 2016).

Ma l’Uefa però vuol procedere con i piedi di piombo. A usarla e conoscerla oggi sono solo arbitri italiani, tedeschi, olandesi, e la serie A ha impiegato un anno di sperimentazione off line prima di andare a regime. Ci sara’ da addestrare arbitri e assistenti al video, uniformare le tecnologie, integrare le lingue. Perchè per l’Uefa sbagliare e’ umano, ma non con la Var.

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