Uganda, dietro la strage di tifosi c’è la mano di al Qaeda

Pubblicato il 12 luglio 2010 19:27 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2010 19:48

C’è l’ombra di Al Qaeda dietro gli attentati che ieri a Kampala, capitale dell’Uganda, hanno fatto strage dei tifosi che guardavano la finale dei Mondiali: il movimento integralista islamico somalo degli Shabaab, legato alla rete di Osama bin Laden, ha rivendicato il duplice attacco in cui almeno 74 persone sono rimaste uccise, e oltre 60 ferite, mentre guardavano Olanda-Spagna in due locali della citta’. Almeno uno dei due attentati e’ stato opera di un kamikaze.

”Ci siamo noi dietro questo attacco, perché siamo in guerra con loro (gli ugandesi, ndr)”, ha detto il portavoce degli Shabaab, Ali Mohamud Rage. ”Questo attacco – ha aggiunto – è stato una misura di difesa contro gli ugandesi che sono venuti nel nostro Paese e hanno ucciso la nostra gente”. Gli Shabaab, che controllano la maggior parte della Somalia in alleanza con Al Qaeda, sono in guerra con la forza di pace dell’Unione africana (Amisom) che protegge il fragile governo provvisorio somalo del presidente Sharif Sheikh Ahmed, eletto all’inizio del 2009. E l’Uganda e’ nel mirino degli Shabaab perché è stato il primo Paese ad offrire soldati all’Amisom, che oggi conta circa 6.000 uomini, metà ugandesi e metà del Burundi.

”Avevamo gia’ messo in guardia gli ugandesi dall’astenersi da tutte le azioni in Somalia – ha aggiunto Rage – ci siamo rivolti sia ai dirigenti che al popolo ma non ci hanno mai ascoltato”. E Al Shabaab, ha proseguito il portavoce, ”andra’ avanti con gli attacchi se gli ugandesi continueranno a uccidere la nostra gente”. Già lo scorso anno Al Shabaab aveva minacciato di attaccare Kampala. Gli attentati di ieri, i piu’ sanguinosi dell’Africa orientale dagli attacchi contro l’ambasciata americana a Nairobi e a Dar es-Salaam del 7 agosto 1998 (224 morti) hanno colpito il ristorante Ethiopian Village, nel quartiere meridionale di Kabalagala, uno dei centri della vita notturna della capitale, e il rugby club, in un quartiere orientale della città. Almeno una delle due esplosioni sarebbe stata opera di un kamikaze, stando all’esercito ugandese che oggi ha segnalato il ritrovamento di una testa mozzata che si ritiene appartenga all’attentatore suicida, probabilmente di nazionalita’ somala. Tra le vittime, non ancora tutte identificate, anche un americano e una donna irlandese. Intanto Usa, Ue, Gran Bretagna e Francia hanno condannato gli attacchi ed offerto aiuti agli ugandesi.