Ultrà Juventus – vedova Scirea: calcio-polemiche folli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2014 23:39 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2014 23:41
Ultrà Juventus - vedova Scirea: calcio-polemiche folli (LaPresse)

Ultrà Juventus – vedova Scirea: calcio-polemiche folli (LaPresse)

TORINO – Prima l’ultimatum della vedova Scirea (“Basta cori beceri o tolgo alla curva il nome di Gaetano”) adesso la risposta durissima degli ultrà (“si tolga lei quel cognome”).

E’ l’ultimo paradosso del calcio: nel nome di uno dei simboli del calcio pacato, elegante e moderato come Gaetano Scirea si è innescata una durissima polemica a distanza tra la vedova dell’ex campione, scomparso nel 1989, e gli ultrà bianconeri – firmata Drughi Ultrà Curva Sud – che hanno preso carta e penna e scritto una lettera al veleno nella quale insultano la signora e affermano che dovrebbe essere lei a rinunciare al cognome. Un attacco in piena regola ribadito – a voce – anche in serata allo Juventus Stadium, teatro della partita di andata di Europa League contro la Fiorentina:

“Mariella Cavanna, la Juve siamo noi”, il coro intonato dalla curva Sud alla vedova prima dell’inizio della sfida. Ha preferito il profilo basso invece la signora Mariella: “Credo che la cosa migliore, l’unica di buon senso, sia il silenzio”, le uniche parole di Mariella Scirea nel commentare la lettera degli ultrà. Nella missiva i ‘Drughi’ attaccano Mariella Scirea anche sul piano personale (“varcò la soglia di Montecitorio grazie alla sua condizione di vedova di un grande campione, non certo per le sue qualità e tantomeno per la sua preparazione”) e ricordano che “i cori incriminati, cantati da tutti da più di 20 anni, vengono intonati a pieni polmoni anche nella Nord, solo che quel settore dello stadio è riservato ai Club Doc ed indovinate chi è presidente del centro coordinamento? Bravi, proprio la signora in questione che preferisce tacere per evitare di doversi dimettersi da un incarico evidentemente ben remunerato”. Poi l’attacco più duro:

“accettiamo l’invito della signora e da ora in poi il cognome Scirea non identificherà più il settore più vero e sincero dello Stadium, ma anche lei facesse altrettanto tornando a farsi chiamare con il cognome da nubile: Cavanna”. Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, bolla l’iniziativa degli ultrà come “un’invasione di campo”: “Penso sia naturale che in primis la signora Scirea voglia tenere alto il nome e l’immagine di suo marito che ha onorato il calcio italiano a 360 gradi con la maglia della Juve e dell’Italia”, ha detto il n.1 della Figc aggiungendo che “c’è l’obiettivo della Federazione di un ricordare Scirea perché ha onorato il nostro mondo come giocatore e uomo. Merita il massimo rispetto e questo dovrebbero ricordarlo coloro i quali hanno l’opportunità di essere in un luogo dello stadio che lo ricorda”.

Sulla stessa linea, un’altra colonna bianconera come Dino Zoff: “Si è superato ogni limite – il richiamo di Zoff, amico personale di Gaetano Scirea – Mi sembra si stia esagerando: penso che si debba chiudere qui e passare ad avere un comportamento più appropriato. La signora ha solo voluto mandare un invito ad abbassare i toni, invece è stato strumentalizzato.

Lei è stata presa di mira ma voleva solo portare un clima diverso in curva, invece è stata presa come una sfida e non era certo sua intenzione. Adesso si è passato il limite di quella che era solo una provocazione ‘bonaria’”. Per Zoff non c’è alcuna recrudescenza del tifo:

“Curva antagonista? E’ sempre stato così – chiude – magari adesso il clima si è appesantito anche per via del razzismo territoriale, ma lo sfottò c’e’ sempre stato. Il problema è che poi qualcuno comincia ad esagerare. Per questo chiedo di ritirare queste affermazioni abbastanza pesanti e di considerare l’appello della signora solo come un modo per svelenire il clima e avere limiti di comportamento”. .