“Bomba a Repubblica”, “Picchiamo Gillet”: così parlavano gli Ultras Bari

Pubblicato il 11 Maggio 2012 11:26 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2012 11:29

Foto Lapresse

BARI – Avrebbero organizzato ritorsioni nei confronti di giornalisti (“Mettiamo una bomba a Repubblica”) e una spedizione “punitiva” nei confronti di Jean Francois Gillet: sono queste le accuse formulate dalla Procura di Bari nei confronti dei 3 capi ultras baresi arrestati il 10 maggio. Alberto Savarese (ai domiciliari), Raffaele Lo Iacono e Roberto Sblendorio (in carcere) sono stati arrestati con l’accusa di violenza privata aggravata.

Minacce ai giornalisti

Queste sono le intercettazioni divulgate dalla Procura di Bari e pubblicate su Repubblica. Le telefonate in questione sono tra Roberto Sblendorio e Raffaele Lo Iacono. I propositi ritorsivi riguardano anche i giornalisti Enzo Magistà, direttore del Tg di Telenorba, e il cronista di Repubblica-Bari Giuliano Foschini che nei loro articoli avevano “censurato” l’operato dei capi della tifoseria barese. Eloquente è l’intercettazione della telefonata del 3 aprile scorso tra Sblendorio e Loiacono. Dice Sblendorio: “Magistà si é tolto la titina, ci sta buttando la merda in faccia, quegli ultrà che si accordavano le partite… oh, Lello in altri tempi avremmo spaccato tutte cose, bombe a Repubblica, mazzate a Magistà avessimo dato… in altri tempi avremmo fatto il bordello…”. Nella stessa conversazione telefonica Sblendorio parla del giornalista di Repubblica: “Foschini chi è? Conosci Foschini? bh,bh,bh,bh,bh …lo mandiamo all’ospedale.. che dobbiamo fare Lello, che ne dobbiamo fare… ma almeno tu sai che vai in galera e alla persona l’hai uccisa… ‘perche’ sei andato in galera?’ Ho menato ai giornalisti, ho menato a tutti quanti…”.

Spedizione contro Gillet

Queste invece sarebbero state le parole intercettate tra Sblendorio e Lo Iacono nei confronti di Gillet, “accuato” dai tifosi di averli chiamati in causa quando è stato interrogato nell’ambito della vicenda del calcio scommesse. Gli ultras progettavano una spedizione punitiva a Bologna (dove gioca adesso Gillet) nei confronti dell’ex capitano del Bari.

“Io voglio parlare con Gillet, io devo andare a Bologna. Devo fare qualche cosa. “Ma perché tu hai fatto una cosa del genere?”… Ma chi ti ha contattato a te, chi ti ha messo la ciola in culo a te…. a te sono venuto a chiedere? Uhè infamone e cornuto, quando mai, quando mai… ti sono venuto a prendere pure la parola, uhè, infame e cornuto….”.

 “Quando hanno preso gli schiaffi – dice, alludendo al ceffone mollato al giocatore Alessandro Parisi – neanche a lui (ndr Gillet) abbiamo messo in mezzo… Se sapevo gli davo mazzate pure a lui (sempre Gillet), quel figlio di…”.