Bolt-Lewis, è polemica doping. Il CIO: “Nessun sospetto sulla Giamaica”

Pubblicato il 10 agosto 2012 13:47 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2012 13:47
Bolt_Londra

Bolt, Blake e Weir festeggiano (LaPresse)

LONDRA (REGNO UNITO)  – Usain Bolt contro Carl Lewis: non in una finale dei 100 metri ma nella polemica tra i due più grandi sprinter della storia. “Ho perso ogni rispetto” verso Lewis, ha detto il quattro volte olimpionico durante la lunghissima conferenza stampa finita a notte inoltrata.

Motivo della polemica una recente intervista del “figlio del vento” alla rivista Sports Illustrated in cui Lewis avanza dubbi sulle performance dei velocisti giamaicani (“Mi chiedo come si possa correre un anno in 10″3 e l’anno successivo in 9″69). “Vorrei dire qualcosa a Carl Lewis – ha concluso Bolt – Ho perso ogni rispetto per lui, tutto il rispetto. Il doping è una cosa seria e avanzare dubbi su un atleta mi fa davvero rabbia. Penso che lui voglia solo attirare l’attenzione su di sè perchè si non parla più di lui”.

Per il Cio, invece, “non c’è nessun motivo” di sospettare irregolarità nei controlli anti-doping sugli atleti della Giamaica. Lo ha detto oggi il direttore della comunicazione del Cio, Mark Adams, dopo i sospetti avanzati dall’ex campione olimpico della velocità Carl Lewis, al quale ha risposto duramente Usain Bolt. In particolare, ha aggiunto Adams, non vi è ragione di pensare che gli atleti dello Stato caraibico non vengano sottoposti a regolari controlli durante tutto l’anno, quindi anche fuori dai periodi di gara.

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