Valentina Vezzali ministro Sport? Petizione contro su Change.org: #vezzalinograzie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 10:51 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 10:52
Valentina Vezzali ministro Sport? Petizione contro su Change.org: #vezzalinograzie

Valentina Vezzali ministro Sport? Petizione contro su Change.org: #vezzalinograzie

ROMA – Valentina Vezzali ministro dello Sport? I rumors pubblicati sui giornali dicono sia la tentazione di Matteo Renzi. Ma c’è a chi non piace. E i contrari lo hanno fatto sapere ufficialmente, mettendo online una petizione contro questa ipotesi (petizione postata sul sito Change.org). Per firmare la petizione clicca qui.

Non solo, perché anche su Twitter gli anti Vezzali sono scatenati e hanno coniato l’hashtag #vezzalinograzie, che ha ottenuto un ottimo successo.

Il promotore del referendum online anti Vezzali è Patrizia Panico, capitano della nazionale femminile di calcio. Tgcom riporta le sue motivazioni: E l’attacco della calciatrice è diretto: “Non mi sembra di ricordare mai un suo intervento a sostegno delle nostre battaglie contro le discriminazioni”scrive Patrizia. Che poi non esita a ricordare il celebre siparietto dell’ex campionessa con Berlusconi, in studio da Bruno Vespa, quando Valentina scherzando disse: “Da Lei, Presidente, mi farei “toccare”…”. Una caduta di stile, insomma, secondo la Panìco, che discrimina ancora di più le donne.

Nono solo. Anche quando a maggio scorso l’allora presidente della Lega Dilettanti, Felice Belloli (oggi sospeso) mancò di rispetto con volgarità alle atlete del calcio femminile (“Basta dare soldi a quattro lesbiche”, lo sentirono dire), la Vezzali, ricorda patrizia, non prese posizione a differenza di altre sportive famose “come Federica Pellegrini e Josefa Idem”. Accuse che la Vezzali, l’atleta azzurra più medagliata di tutti i tempi, rispedisce al mittente: “Non è vero: basta cliccare sulla mia pagina Facebook per trovare ciò che dichiarai. Ma mi sono anche battuta per le ragazze del rugby, discriminate economicamente rispetto ai maschi. E poi per difendere la maternità delle atlete e il loro diritto ad avere una pensione. Tutto sta agli atti”.