Valentino Rossi operato dopo la caduta: “L’intervento è riuscito”

Pubblicato il 5 Giugno 2010 20:44 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2010 20:50

L’intervento chirurgico per la riduzione delle fratture  riportate da Valentino Rossi dopo la caduta alla curva “Biondinetti” del circuito del Mugello è “perfettamente riuscito”. A dirlo è il professor Roberto Buzzi all’uscita della sala operatoria.

Il campione del mondo si è procurato la frattura di tibia e perone della gamba destra: incappato in un «high side», è stato sbalzato dalla sua moto e ha sbattuto la parte bassa della gamba destra. E’ stato soccorso immediatamente da Claudio Macchiagodena e da Claudio Costa, il medico che con la sua clinica mobile segue tutte le gare del Motomondiale. A Valentino è stata immediatamente ridotta la frattura. Il pilota è stato poi trasferito a Firenze per essere operato dal professor Roberto Buzzi.

Uscendo alla sala operatoria il dottor Costa ha affermato: “L’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto Valentino Rossi è perfettamente riuscito”. La conferma l’ha data anche lo stesso professor Buzzi, che ha poi precisato che “l’operazione è durata due ore e mezzo” e che a questo punto “si prevede un riposo di circa 4-5 mesi”.

“Valentino ha ricominciato a sorridere, è andato prima all’ospedale di Careggi dove gli hanno fatto esami molto approfonditi dai quali non sono risultati ulteriori danni muscolari e vascolari oltre alla frattura scomposta di tibia e perone”, aveva raccontato il dottor Costa prima dell’operazione.

C’è il pericolo di una infezione? «”Quando uno si fa un taglio è facile avere un infezione se poi uno si fa una frattura anche esposta questa paura aumenta. Ma la tempestività con cui Valentino è stato trattato dal centro medico del Mugello, credo possa scongiurare questa ipotesi”.

Per il suo recupero, si parla di almeno almeno due o tre mesi. Il professor Buzzi però non si è voluto sbilanciare: “Ne ho viste tante, anche in questa occasione potrei dare la prognosi, ma per la prima volta nella mia carriera preferisco non farlo. Ciò che mi preme – ha concluso – è che venga fatto un buonissimo lavoro”.