Van Dijk: “Nel 2012 ho rischiato di morire. Avevo già scritto il testamento”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 24 Settembre 2019 17:38 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 17:38
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Van Dijk durante il Fifa The Best 2019 nella foto Ansa

MILANO – E’ il difensore più forte del mondo e ieri è stato uno dei grandi protagonisti del Fifa The Best 2019 ma nel 2012 Van Dijk ha rischiato di morire. Lo ha svelato lo stesso difensore centrale del Liverpool nel corso di una intervista rilasciata a Four Four Two: “Nel 2012 ho sofferto di appendicite, peritonite e infezione renale. Nella stragrande maggioranza dei casi, il paziente muore. Potevo vedere solo i tubi collegati al mio corpo, non potevo fare nulla. In quel momento ho pensato al peggio. Così cominciai a scrivere il testamento: nel caso fossi morto, una parte dei miei soldi li avrei destinati a mia madre. Nessuno voleva parlarne, ma dovevo farlo”.

Van Dijk, il 2019 è stato il suo anno d’oro da un punto di vista calcistico.

Per fortuna il 28enne olandese non solo è sopravvissuto ma è riuscito anche a consacrasi come il difensore più forte del mondo. Il colosso olandese si è consacrato nel 2019, vincendo la Champions League con il Liverpool e venendo eletto PFA’s Best Player of the Year  e UEFA Men’s Player of the Year. 

È nato a Breda da una famiglia di origini surinamesi. Come ricorda Wikipedia, il padre abbandonò la famiglia quando Virgil e i due fratelli erano piccoli, per questo van Dijk ha scelto di utilizzare sulla maglia solo il nome di battesimo. 

Nel periodo in cui giocava nelle giovanili del Willem II lavorava di notte in un ristorante per aiutare la famiglia in difficoltà economiche.  

Difensore centrale di grande fisicità, spicca per la sua capacità d’anticipo e per la pulizia negli interventi difensivi, ma si dimostra anche abile in marcatura,  oltre a essere un ottimo colpitore di testa;  è dotato di piedi educati, che gli permettono di essere utile anche in fase di impostazione del gioco. Alle doti tecniche unisce una spiccata capacità di leadership. 

Ha dimostrato di essere dotato di un grande spirito di sacrificio in più occasioni, prime tra tutte, le due partite a ridosso dell’ottobre del 2018, quando scese in campo volontariamente, pur avendo due costole rotte. In entrambe le partite, risultò essere uno dei migliori in campo (fonti: Four Four Two e Wikipedia).