Vancouver 2010: foto cerimonia di chiusura Olimpiadi

Pubblicato il 1 Marzo 2010 9:14 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2010 9:25

Il presidente del Comitato internazionale olimpico, Jacques Rogge, ha dichiarato ufficialmente chiusi i Giochi olimpici invernali di Vancouver, al termine della cerimonia conclusiva.

Rogge ha descritto i giochi di Vancouver come “eccellenti e molto amichevoli”.

Nel suo discorso alla cerimonia conclusiva, il presidente del Cio ha ricordato l’atleta di slittino georgiano Nodar Kumaritashvili, morto durante un allenamento la mattina della cerimonia inaugurale, il 12 febbraio: “Abbiamo condiviso il dolore di un sogno olimpico spezzato. La memoria di Nodar Kumaritashvili sarà sempre con noi”.

Per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Vancouver è stato Giuliano Razzoli ad avere l’onore di portare la bandiera italiana. Gliela aveva idealmente consegnata lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si era personalmente complimentato con lui al telefono dopo la vittoria nello slalom speciale.

La vittoria di Razzoli è stata l’unico fatto positivo:  a Vancouver 2010, l’Italia ha ottenuto soltanto 1 oro, 1 argento e 3 bronzi. Cinque medaglie in tutto e tanti quarti posti. Troppo poco dopo i fasti di Torino 2006.

Alla cerimonia di chiusura, il Canada ha schierato i suoi simboli (le giubbe rosse, l’hockey, le alci, i castori, le foglie d’acero rosso), giocando sulle chiavi dell’ironia e della gioia olimpica.

I canadesi hanno salutato le loro Olimpadi con alcuni dei loro volti più conosciuti nel mondo: quelli del cantante Michael Bublé, dell’attore William Shatner (il capitano Kirk di ‘Star Trek), ma soprattutto quello di Michael J. Fox, l’attore protagonista di ‘Ritorno al futuro’.

Fox, (nato a Edmonton, British Columbia), a 49 anni è affetto da un’acuta forma del morbo di Parkinson’s. Ha però trovato la forza per parlare alla cerimonia di chiusura, di prendersi in giro e dirsi “orgoglioso del Canada”. Standig ovation per lui da parte di tutto lo stadio.

Il presidente del Cio, Jacques Rogge, nel consegnare alla russa Sochi la fiaccola olimpica, ha salutato come “eccellenti, giusti e nel segno dell’amicizia” i Giochi di Vancouver.

Nello stesso tempo nel suo discorso conclusivo ha ricordato lo slittinista georgiano morto prima dell’inaugurazione: “Abbiamo condiviso il dolore di un sogno olimpico spezzato – ha detto -. La memoria di Nodar Kumaritashvili sarà sempre con noi”.