Verona, daspo per otto tifosi: indossavano cappellini con Hitler

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Febbraio 2020 18:15 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2020 18:15
Verona, daspo per otto tifosi: indossavano cappellini con Hitler

Daspo per otto tifosi del Verona, indossavano cappellini di lana con volto di Hitler (foto Ansa)

VERONA – Otto tifosi dell’Hellas Verona stati denunciati per violazione della Legge Mancino, che punisce l’esibizione di simboli o slogan che esaltino l’ideologia nazifascista, e hanno ricevuto altrettanti ‘Daspo’ per avere indossato berretti con raffigurato il volto stilizzato di Adolf Hitler e l’emblema del club scaligero.

Si tratta di sette uomini e una donna, età fra i 22 e i 50 anni e tutti del Veronese, identificati dalla Polizia durante il filtraggio tifosi in occasione della partita Bologna-Verona che si è giocata il 19 gennaio allo stadio Dall’Ara. La notizia, anticipata dal quotidiano L’Arena, è stata confermata dalla Questura di Bologna.

Il gruppo era stato bloccato all’ingresso dello stadio dai poliziotti, che avevano sequestrato i cappellini dove, oltre al volto del dittatore e alla scritta ‘Verona’, è raffigurata anche la scala simbolo della squadra, al posto dei baffetti di Hitler.

Non solo Verona, capo ultras dell’Inter è stato arrestato per incidenti prima del derby di Milano.

Uno dei capi degli ultras della curva nord dell’Inter, Andrea Beretta, è stato arrestato dalla polizia dopo gli incidenti avvenuti domenica prima del derby Inter – Milan, durante i quali circa 200 tifosi hanno lanciato petardi e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine davanti allo stadio.

Gli agenti della Digos lo hanno preso ieri, utilizzando lo strumento dell’arresto “in flagranza differita” che consente la cattura a seguito dell’analisi delle immagini.
Beretta, che ha precedenti per reati sportivi e due Daspo, è stato arrestato proprio in violazione degli obblighi di questi ultimi provvedimenti che ha ricevuto per gli scontri di Inter-Roma e Inter-Atalanta del 2017.

Secondo il dispositivo, infatti, Beretta non avrebbe potuto essere nei pressi dello stadio entro tre ore dall’inizio e dalla fine di una competizione sportiva. Le immagini raccolte dalla polizia, invece, lo hanno immortalato circa due ore prima della partita, pochi minuti dopo gli scontri (fonte Ansa).