Verona: “Siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica…”.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 giugno 2019 9:40 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2019 9:40
Verona: "Siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica...".

Verona: “Siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica…”.

ROMA – Verona, l’altra sera in Piazza Bra e nel centro e nelle strade e nei locali un’allegra e divertita canzoncina: “Siamo una squadra fantastica, fatta forma di svastica…“. Questo era il ritornello, intonato a più voci, tutte festanti.

Non tutti le voci conoscevano e quindi seguivano la seconda strofetta del ritornello: “Che bello è, allena Rudolf Hess…”. Qualcuno della folla chi fosse questo Hess non lo sapeva. Ma che importa, “siamo una squadra fantastica fatta a forma di svastica” era chiaro e nessuno dei festosi ci trovava niente che non andava. Nell’improbabile caso, questo qualcuno stava bene attento a stare zitto.

E così Verona città ha visto e sentito in silenzio prudente i tifosi di Hellas Verona calcio festeggiare la promozione in Serie A con la canzoncina alla svastica. Tifosi? Qualcuno dirà: mica tutti. Se non tutti, tutti no. Tanti sì però, eccome se tanti. Qualcun altro dirà: goliardia. Goliardia, e che vuol dire? Vuol dire che bisogna lasciar correre, in fondo era festa e c’erano un sacco di birre in corpo, una svastica può scappare, e che sarà mai?

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Scappare, sfuggire una tantum proprio no. Sono anni e anni che il tifo organizzato del Verona Hellas è pubblicamente e orgogliosamente raccolto sotto insegne, canti e capi curva esplicitamente neo nazisti. Infatti gli ultras (o militanti o camerati, quale la definizione esatta, come preferiscono essere chiamati?) del Verona Hellas nonostante rappresentino una piccola città si sono guadagnati da tempo una posizione sul podio.

Sul podio del tifo organizzato neo nazista appunto. Ci sono quelli dell’Inter, quelli della Lazio e quelli del Verona Hellas (la classifica la fa la cronaca, la fanno le immagini, la fanno le storie giudiziarie e i report della Digos). Quindi mancavano in Serie A, mancavano solo loro per una piena rappresentatività politica e sociale di quelle che sono le Curve Nere degli stadi italiani.