Vincenzo Iaquinta: “Nella cella di mio padre impossibile mantenere la distanza di sicurezza”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 10 Aprile 2020 12:45 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 12:45
Vincenzo Iaquinta: "Nella cella di mio padre impossibile mantenere la distanza di sicurezza"

Vincenzo Iaquinta: “Nella cella di mio padre impossibile mantenere la distanza di sicurezza”

ROMA – Vincenzo Iaquinta si sfoga sui social per denunciare le condizioni del padre, detenuto in carcere, in questa emergenza sanitaria: “Partendo dal presupposto che mio padre è innocente, questo è un disegno di una cella del carcere di Voghera – ha scritto su Instagram l’ex campione del mondo pubblicando una planimetria realizzata a mano – Come si fa a mantenere la distanza di sicurezza?”.

Poi l’appello alle istituzioni, con un tag al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Il tribunale di Reggio Emilia nel 2018 aveva inflitto due anni a Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della Juventus e della Nazionale campione del Mondo. Era rimasto coinvolto in una vicenda di mancata custodia di armi, regolarmente detenute ma lasciate in passato nella disponibilità del padre che non poteva averle a causa di un provvedimento prefettizio.

Il genitore, Giuseppe, imprenditore calabrese trasferitosi nel Reggiano, era stato condannato a 19 anni per associazione mafiosa. Nel 2015 fu arrestato nella maxi-operazione ‘Aemilia’ e anche la casa di Vincenzo, a Quattro Castella, venne perquisita dai carabinieri, proprio per le armi. Anche per lui l’accusa era pesante e la Procura aveva chiesto sei anni, contestandogli di aver agevolato, con la sua condotta, la consorteria criminale di cui fa parte il padre. (Fonte Ansa).