Walter Nicoletti, è morto l’allenatore che sfiorò la B con il Gualdo nell’anno del terremoto che colpì l’Umbria

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 24 Settembre 2019 18:24 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 18:24
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Il Livorno Calcio ricorda il suo ex allenatore Walter Nicoletti (dal sito internet ufficiale della società toscana)

LIVORNO – Walter Nicoletti è morto la scorsa notte a Livorno dopo aver combattuto a lungo contro una malattia incurabile. Nicoletti è stato un allenatore che si è distinto soprattutto per le sue esperienze in Serie C con, tra le altre, Gualdo, Livorno, Cesena, Trapani, Pisa, Empoli e Spal.

Nonostante la malattia, Nicoletti continuava a ricoprire la carica di consigliere dell’Aiac (associazione italiana allenatori calcio) e di docente di tecnica calcistica a Coverciano. 

Walter Nicoletti ha vinto tre campionati e ha sfiorato l’impresa a Gualdo. 

La sua carriera da allenatore è durata trent’anni. Nicoletti è stato allenatore di San Mauro, Savignano, Corpolò, Santarcangelo, Vis Pesaro, Giarre, Taranto, Pisa, Empoli, Trapani, Gualdo, Livorno, Cesena, Pistoiese, Spezia, Lucchese, Spal e San Marino. 

Nella bacheca di Nicoletti ci sono tre trofei, i due campionati Nazionali vinti con la Vis Pesaro (Interregionale e Serie C2) ed il campionato regionale vinto con il Santarcangelo (promozione). 

Oltre a questi trofei, Nicoletti ha vissuto una esperienza molto importante sulla panchina del Gualdo. E’ stato nominato allenatore del club umbro nel 1996 e ci è rimasto fino al 1998. Nel corso di questi due anni, ha compiuto una autentica impresa portando il Gualdo fino alla semifinale playoff per la Serie B nell’anno del terremoto che colpì l’Umbria.

I comuni maggiormente interessati dal sisma furono Foligno (sia le frazioni montane sia il capoluogo), Nocera Umbra, Preci, Sellano ed Assisi in Umbria, Fabriano, Serravalle di Chienti e Camerino nelle Marche.

La scossa notturna del 26 settembre lesionò gravemente gli edifici dei centri appenninici causando la morte di una coppia di anziani coniugi sepolti dalle macerie. Quella del mattino determinò il crollo di alcuni edifici o parti di essi, già lesionati dalle scosse precedenti, fra cui la volta giottesca della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi.

I danni vi furono anche nelle Marche, e in particolare nelle zone più vicine al confine con l’Umbria e quindi più vicine all’epicentro (fonte Wikipedia).