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Walter Sabatini: “James Pallotta? Chi?”

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Walter Sabatini (foto Ansa)

ROMA – “Della Roma non parlo perché è una questione di sentimenti e i sentimenti non vanno messi in piazza” dice, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Walter Sabatini. “Io – continua l’ex direttore sportivo della Roma – considero ancora questa come la mia squadra, quindi a Torino vorrei vincere. Ma prenderei anche un pareggio, perché lascerebbe tutto aperto. La Roma se la potrà giocare, con tutti i requisiti e le speranze legate ai comportamenti dei giocatori e grazie alle intuizioni dell’allenatore, ma non sarà una partita determinante”.

Detto che l’ex direttore sportivo ragiona sempre in termini di plusvalenze (“Prati è una leggenda, l’avrei comprato a 80 milioni e rivenduto a 130”) e detto che non vuole parlare del presidente Pallotta (“chi?”, risponde, quando gli viene fatto il suo nome), parla volentieri del brasiliano Gerson, pagato oltre 19 milioni e finora in campo col contagocce: “Sta facendo quello che deve fare un ragazzo del ’97 che sta imparando questo nuovo tipo di calcio.

Battute finali dedicate alla partita con il Milan: “La Roma è stata solida e pragmatica” e al brasiliano Emerson, meteora con Garcia, diventato importante con Spalletti: “Io non vado avanti con le rivincite, vado avanti con le mie idee. Ho sempre pensato che Emerson fosse un giocatore forte, Spalletti lo apprezza e lo sta lanciando. È costato così poco (2.5 milioni per il riscatto, ndr) da bilanciare i prezzi di quelli che sono costati tanto, che vengono denunciati tutte le mattine come operazioni fallimentari che ho fatto. Così facciamo come i droghieri e i pizzicagnoli con il lapis sull’orecchio dicendo che questo costa 20 e quello 1.5, dividiamo per due…. 10.5 e stiamo a posto”.

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